Gli smartphone cinesi dominano ormai il mercato. Dopo una prima fase di imitazione di brand già affermati come Samsung e Apple, hanno trovato una loro identità puntando soprattutto al buon rapporto qualità/prezzo. Vi basti pensare che da anni, Xiaomi, Honor e Realme occupano stabilmente terza, quarta e quinta posizione dei produttori di maggiore successo in Europa. Ma non pensate che brand cinese sia solo sinonimo di fascia bassa e media. Ormai i principali produttori competono anche nel segmento high-end ad armi pari con Samsung e Apple, spesso distinguendosi per originalità delle proposte e forza bruta della scheda tecnica. Nella nostra guida cerchiamo di capire cosa c’è dietro l’ascesa dei cellulari cinesi, mettendo in luce l’evoluzione che questi prodotti hanno avuto nel tempo. Lo facciamo descrivendo i protagonisti del mercato. Xiaomi, Oppo, Honor e Realme: ecco i nomi più forti. Ma molto interessanti sono anche i modelli a marchio OnePlus, TCL e Blackview.
Le regole per valutare un cellulare cinese non cambiano rispetto a prodotti di altri Paesi. Ne abbiamo parlato approfonditamente nella guida generale dedicata agli smartphone. Qui, invece, ci concentriamo solo sugli elementi principali.
Specifiche tecniche – Partire dalle caratteristiche tecniche è un ottimo modo per portarsi a casa un prodotto convincente. Ovviamente, il tutto va rapportato al tipo di impiego cui lo smartphone cinese è sottoposto. Memoria dati e memoria RAM sono due fattori chiave. Ma anche le prestazioni del processore e della GPU possono fare la differenza. Per non parlare della qualità del display che fa il paio con quella delle fotocamere. Autonomia e opzioni avanzate di ricarica: ecco un altro punto su cui ragionare, senza mai dimenticare la bontà dell’interfaccia con cui ogni produttore personalizza il sistema operativo Android.
Display e dimensioni – I pannelli OLED hanno ormai conquistato la fascia media e alta della categoria e sono presenti in alcuni casi anche nella fascia bassa. In un contesto del genere, quindi, anche i telefoni cinesi sfoggiano schermi con eccellente resa cromatica, altissima luminosità e refresh rate variabile. Stretti e allungati, determinano le dimensioni generali del device. La tendenza attuale vede protagoniste le diagonali comprese fra 6 e 7 pollici.
Qualità costruttiva e design – Superata la fase in cui i cellulari cinesi ricalcavano le linee dei brand più in voga, ora è possibile incontrare smartphone cinesi dall’estetica molto originale e ricercata. Il tutto a coronamento di una qualità costruttiva eccelsa. Ne sono dimostrazione i prodotti migliori di Xiaomi, Oppo e OnePlus.
Garanzia e assistenza – Anche in questo caso, la situazione si è evoluta molto negli ultimi anni. I brand cinesi, infatti, hanno esteso la propria rete di supporto verso l’Occidente, rendendola più capillare grazie a numerosi flagship store: negozi monomarca che fanno da vetrina e punto assistenza. Per la garanzia, poi, valgono le regole europee anche se si acquista il telefono direttamente dalla Cina. Il tutto, naturalmente, scegliendo marchi affidabili come quelli che abbiamo inserito nella guida.
Impossibile non iniziare questa guida senza parlare delle proposte di Xiaomi, brand versatilissimo che si distingue per la sua capacità innovativa. Dai televisori alle auto elettriche, passando per bilance, bollitori smart ultraconnessi, monopattini elettrici e una miriade di altri gadget.
Tecnologia innovativa e sguardo lungimirante sui bisogni quotidiani rendono il marchio di Pechino fra i più creativi, ispirati e interessanti del momento. In ambito di smartphone cinesi, la proposta di Xiaomi è ampia e incredibilmente sfaccettata. Non sorprende, quindi, che Xiaomi sia il primo brand cinese sul mercato italiano. Prima di addentrarci nella selezione dei migliori smartphone Xiaomi per fascia di prezzo, è bene ricordare che del catalogo Xiaomi fanno parte anche gli smartphone POCO, oltre alla gamma di smartphone Redmi.
Il catalogo Xiaomi è talmente ampio da avere l’imbarazzo della scelta anche per gli smartphone cinesi economici. Per ottenere tanto con un grande risparmio bisogna puntare gli occhi sulla linea Redmi, dove troviamo un rapporto prestazioni-prezzo spesso imbattibile. Si parte con Redmi Note 15 freschissimo di lancio. Si dirama in due versioni, Redmi Note 15 e Redmi Note 15 5G. A cambiare però non è solo la connettività. Entrambi adottano HyperOS 2.0 su Android 15, 8 GB di RAM e 256 GB di memoria, oltre a uno schermo AMOLED da 6,77 pollici a 120 Hz molto luminoso. La variante 5G monta Snapdragon 6 Gen 3 ed include una fotocamera ultra-grandangolare da 8 MP, mentre il 4G usa MediaTek Helio G100-Ultra e un sensore depth da 2 MP. In comune c’è la principale da 108 MP con stabilizzazione ottica. L’autonomia è notevole: 6.000 mAh e ricarica 33 W sul 4G, 5.520 mAh ma ricarica più veloce a 45 W sul 5G. Entrambi due ottimi entry-level con TUTTO ciò che serve nel 2026. Volendo invece rimanere in una fascia di prezzo ancora più competitiva, qui entra in gioco il Redmi 15C che si trova spesso attorno ai 105 euro, ma dalla sua ha anch’esso un’impressionante batteria da 6.000 mAh, davvero notevole.
La fascia media è la più interessante perché ci sono gli smartphone cinesi Xiaomi con caratteristiche da top di gamma, ma venduti a prezzi inferiori e più accessibili. Il POCO X7 Pro è oggi uno dei mid-range più completi: usa il Dimensity 8400-Ultra a 4 nm, display AMOLED 1,5K da 6,67″ a 120 Hz e batteria da 6.000 mAh con ricarica rapida 90 W, combinazione che lo rende molto fluido anche nel gaming e nell’uso quotidiano. Lo Xiaomi 15T, al confine con la fascia alta, punta invece sull’equilibrio: chip Dimensity 8400, 12 GB di RAM, schermo da 6,83″ e fotocamera principale da 50 MP con zoom ottico, oltre ad Android 16 con HyperOS 3 e funzioni AI avanzate. Facendo uno scatto in più si può prendere il fratello più grande, lo Xiaomi 15T Pro, con una scheda tecnica ancora più robusta, ma ce lo teniamo per il prossimo paragrafo. Infine, il Redmi Note 15 Pro resta il più accessibile ma completo: processore Dimensity 7400, grande autonomia oltre 6.500 mAh e sensore fotografico da 200 MP. Una proposta perfettamente equilibrata per chi non vuole avvicinarsi troppo alla soglia critica dei 350 euro.
Qui si entra nel campo dei veri top di gamma cinesi. Il nuovo smartphone Xiaomi 17 punta tutto su un comparto tecnico di altissimo livello, a partire dal display OLED da 6,3 pollici con risoluzione 1,5K e refresh rate fino a 120 Hz, capace di raggiungere 3.500 nit di luminosità e compatibile con HDR10+, HDR Vivid e Dolby Vision. Comparto fotografico firmato Leica, ma il cuore del dispositivo è il potente Snapdragon 8 Elite Gen 5 affiancato da 12 GB di RAM LPDDR5X e memoria UFS 4.1 fino a 512 GB, mentre la connettività include 5G dual SIM, Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4. Semplicemente una delle migliori proposte top di gamma Android del 2026. Volendo osare ancora di più, si passa allo Xiaomi 17 Ultra con un grande schermo LTPO da 6,9 pollici, sempre chip Snapdragon 8 Elite 5, fino a 16 GB di RAM e storage da 1 TB. Qui spicca la fotocamera principale Leica da 1 pollice e un teleobiettivo periscopico da 200 MP, affiancati da una batteria da 6.800 mAh, comunicazione satellitare e certificazioni IP66, IP68 e IP69. Impossibile chiedere di meglio. Oltretutto, almeno a giudizio di chi scrive, sono pure entrambi stupendi. Specie nella versione verde smeraldo. La buona notizia è che per avere un ottimo top di gamma targato Xiaomi non è necessario superare la soglia critica dei 1000 euro. E qui entra in gioco l’ottimo Xiaomi 15T Pro che avevamo menzionato poco più sopra. Ampio schermo da 6,83 pollici, processore Dimensity 9400+, un sistema fotografico Leica a tripla camera e una batteria da ben 5.500 mAh. E siamo ampiamente sotto i 600 euro.
Oppo è diventato uno dei principali marchi di smartphone cinesi. Con modelli che spaziano dalle fasce economiche ai top di gamma, ha saputo distinguersi grazie all’evoluzione di tecnologie proprietarie e partnership strategiche, come la collaborazione con Hasselblad per ottimizzare la qualità fotografica della sua linea di punta, la serie Find X.
L’interfaccia proprietaria, ColorOS, offre numerose opzioni di personalizzazione, mentre eccelle anche nell’ambito della ricarica rapida. La tecnologia proprietaria SuperVOOC è una delle più veloci sul mercato e consente di caricare completamente la batteria in pochi minuti, un vantaggio importante per chi cerca uno smartphone ad alte prestazioni e con una buona autonomia. Tra la fascia bassa e la fascia alta, poi, si posiziona la serie OPPO Reno che offre un buon equilibrio tra prestazioni, qualità della fotocamera e prezzo, conquistando così un’ampia fetta di utenti.
Smartphone Oppo: la nostra selezione
Nel segmento entry-level, la nostra scelta cade sull’Oppo A6 Pro, una proposta estremamente bilanciata che spicca immediatamente per un design sottile, leggero e con tanta personalità. Sotto alla scocca? Un MediaTek 6300 che se la cava alla grande nei compiti quotidiani, mentre il fiore all’occhiello è la batteria da ben 6.500 mAh coadiuvata dalla tecnologia di ricarica SUPERVOOC 80W. Un fulmine. Salendo alla fascia medio-alta, ci imbattiamo invece nell’Oppo Reno 15 5G, che non solo monta un SoC Snapdragon 7 Gen4 molto solido nei compiti più complessi, come il gaming, ma integra anche una tripla fotocamera con sensore principale 50MP e teleobiettivo 3.5X sempre da 50MP. La colorazione Aurora-White, poi, con i suoi riflessi olografici è davvero stupenda (ma non manca la più sobria Twilight-Black). C’è anche l’Oppo Reno 15 Pro, con fotocamera da 200MP e SoC MediaTek Dimensity 8450 affiancato da 12GB di RAM. Però forse a questo punto il nostro suggerimento è di guardare direttamente al primo della classe e puntare sul top di gamma Oppo Find X9 Pro, uno smartphone progettato per competere ad armi pari con big del calibro di iPhone 17 e Galaxy S25 essendo equipaggiato con il potente MediaTek Dimensity 9500. Il comparto fotografico, uno dei più convincenti della stagione, con sensore principale da 200MP, è invece firmato da Hasselblad, mentre la batteria da 7.500 mAh supporta sia la ricarica 80W SUPERVOOC che la wireless a 50W.
Honor nasce nel 2013 come laboratorio creativo di Huawei. Crollato a picco assieme alla casa madre nel 2019 a seguito del ban di Donald Trump, il marchio di Shenzhen è riuscito a risorgere dalle proprie ceneri due anni dopo.
A differenza di Huawei, infatti, ha potuto ripristinare quegli accordi commerciali (con Google in primis) indispensabili per sopravvivere. La ripartenza di Honor è stata segnata dal lancio di smartphone cinesi dalla forte personalità e innovativi, come i dispositivi pieghevoli con i quali vuole fare concorrenza alla regina Samsung. In Italia è in forte ascesa.
Smartphone Honor: la nostra selezione
Anche gli smartphone Honor in genere hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo. Fino a 500 euro, i modelli di riferimento sono gli smartphone della gamma Honor 400. Dal modello base con design elegante e processore performante al modello Pro che è praticamente un top di gamma venduto a meno di 500 euro, passando a Honor 400 Lite (il più economico) con la sua fotocamera da 108 MP. I tempi in cui Honor era sinonimo solo di entry-level sono belli che finiti. Le proposte di fascia alta di questo brand cinese brillano sempre di più per performance e stile, con un occhio di riguardo per il comparto fotografico. Honor Magic8 Pro punta su un display OLED LTPO da circa 6,8 pollici a 120 Hz con luminosità molto elevata e sul chip Snapdragon 8 Elite, affiancato da 12 o 16 GB di RAM e memoria UFS 4.0, offrendo prestazioni di fascia altissima anche nel gaming. Mentre la batteria intorno ai 5.600 mAh supporta ricarica rapida da oltre 80 W cablata e circa 60 W wireless. E poi c’è lui: l’Honor Magic V5, il pieghevole a libretto che ha ridefinito gli standard dell’intero settore presentandosi con un design ultra-sottile e un peso di appena 218 grammi. Scheda tecnica da top indiscusso: doppio OLED LTPO da 7,95 e 6,43 pollici, Snapdragon 8 Elite, tripla fotocamera (64 MP periscopica + 50 MP principale e ultra-wide) e una batteria silicio-carbonio da 5.820 mAh con ricarica 66 W. Non bastasse, è pure uno dei primi pieghevoli con certificazioni IP58 e IP59.
Fondata nel 2018, Realme è un’azienda giovane e brillante, oggi parte di un gruppo enorme con Oppo e OnePlus. Marchio sfaccettato in stile Xiaomi, ha riscosso gli apprezzamenti più calorosi proprio grazie agli smartphone, proponendo device smart, colorati e indirizzati a un pubblico giovane. Ampia è la gamma di telefoni cinesi proposti da Realme. Ad accomunarli tutti è l’eccezionale rapporto qualità-prezzo, come dimostrano i tre modelli della nostra selezione.
Smartphone Realme: la nostra selezione
Il Realme C85 è la più recente proposta economica del brand. Monta un ampio schermo LCD da circa 6,7 pollici con refresh elevato, mentre il processore entry-level di nuova generazione privilegia i consumi ridotti. La batteria, da 5.000 mAh, ti porta tranquillamente fino a fine giornata. Molto bene la fotocamera principale da 50MP, che sfrutta elaborazione software migliorata per foto notturne più pulite rispetto agli standard di questo segmento di mercato. Il passo successivo è Realme 14 Pro+, fascia media orientata alla fotografia. Integra uno Snapdragon 7s Gen 3, un display AMOLED da 6,7″ ad alta luminosità con frequenza a 120 Hz e una batteria da circa 5.200 mAh con ricarica rapida da 67 W. Il sistema fotografico include una fotocamera principale da 50 MP stabilizzata otticamente e un teleobiettivo periscopico con zoom ottico, affiancati da algoritmi AI dedicati ai ritratti e agli scatti notturni. Al vertice c’è Realme GT 8 Pro, vero flagship. Adotta Snapdragon 8 Gen 5, schermo OLED LTPO da circa 6,8″ con refresh adattivo fino a 144 Hz e una batteria superiore ai 5.500 mAh con ricarica oltre i 100 W. La fotocamera utilizza un sensore principale di fascia alta da 50 MP, ultra-grandangolare e tele periscopico avanzato, con video 8K.
La storia di OnePlus è tra le più affascinanti. È un brand cinese che ha saputo conquistare gli utenti che sono diventati poi fedelissimi, anche grazie a precise strategie di marketing e a un’interfaccia utente pulita priva di fronzoli. La missione è sempre stata quella di proporre dispositivi di alta qualità a prezzi più accessibili rispetto ai concorrenti. Inizialmente, si è concentrata esclusivamente sul segmento premium, lanciando prodotti che sono diventati veri e propri “flagship killer”. Poi è entrata anche nella fascia media e bassa, con la linea di smartphone OnePlus Nord.
Smartphone OnePlus: la nostra selezione
OnePlus si conferma uno dei brand più vivaci sul mercato ed anche uno dei più semplici da seguire. La sua offerta infatti non si dirama in dozzine di serie, ma, per quel che riguarda gli smartphone, si limita a quattro proposte estremamente valide. Se si cercano prestazioni solide ad un prezzo aggressivo, la nostra scommessa va sul OnePlus Nord 5CE: parliamo infatti di uno smartphone che tiene testa ai concorrenti entry level con AMOLED da circa 6,7 pollici a 120 Hz, piattaforma Snapdragon orientata all’efficienza e un discreto comparto fotografico. Il OnePlus Nord 5, invece, mantiene la sua vocazione di flagship killer concentrando in un pricetag inferiore ai 400 euro una scheda tecnica davvero notevole. Un dato su tutti: il chipset è uno Snapdragon 8 Gen3, in grado di tenere testa anche ai giochi più esigenti. Sempre guardando alle esigenze dei gamer, giova sottolineare che il pannello è uno Swift AMOLED da 6,83 pollici con un ottimo refresh rate massimo di 144Hz, mentre non manca perfino una nuova camera di vapore da 7300mm². Sul fronte delle fotocamere, niente fuochi d’artificio ma in compenso un ottimo set: principale da 50 megapixel e ultra-wide da 8 megapixel, a cui si aggiunge una frontale da ben 50 megapixel per selfie stellari. E poi il top di gamma vero e proprio: il OnePlus 15, che quest’anno ha un prezzo leggermente più alto rispetto alle abitudini del brand, ma in compenso non ha davvero nulla da invidiare ai competitor. Snapdragon 8 Elite 5 per affrontare qualsiasi – ma davvero qualsiasi – sfida, fantastico display da 6,78” con refresh massimo a 165Hz; la batteria, con i suoi 7.300 mAh e ricarica 120W SuperVOOC è tra le migliori di sempre. La fotocamera offre tre sensori da 50MP, incluso il periscopico con zoom ottico 3.5X.
TCL è un’azienda cinese che, pur essendo più nota per i suoi televisori, si è affermata negli ultimi anni anche nel settore degli smartphone, puntando su prodotti di qualità a prezzi competitivi. La filosofia di TCL, infatti, si basa sull’offerta di dispositivi affidabili e accessibili, proponendosi come alternativa interessante soprattutto nella fascia media e bassa del mercato, lasciando da parte i top di gamma dove il campo di gioco è molto agguerrito.
Smartphone TCL: la nostra selezione
TCL 605 è lo smartphone cinese più conveniente di questa selezione. Economico sì, ma senza rinunciare ad alcuni elementi chiave per una buona esperienza d’uso: da un ampio display da 6,7 pollici a una buona batteria da 5.200 mAh e non manca il supporto ad Android 16. Per il resto, è uno smartphone essenziale: niente 5G, ma la RAM da 8GB si può estendere virtualmente a 10GB. Di molto interessante nell’offerta di TCL c’è la linea NXTPaper, che tenta di ibridare il mondo degli smartphone con quello degli e-reader. Non un vero schermo e-ink, ma qualcosa che per feeling e comodità di lettura ci si avvicina moltissimo, grazie ad una tecnologia proprietaria di TCL che riduce a zero i riflessi da ogni angolazione. La modalità, chiamata MaxInk, si attiva con un apposito pulsante fisico. Il capostipite di questa famiglia di prodotti è il nuovo TCL NXTPaper 60 Ultra, che oltre a questa peculiare caratteristica offre prestazioni equilibrate, ma senza fuochi d’artificio: chipset MediaTek Dimensity 7400, 12 GB RAM e 256/512 GB di storage, tripla fotocamera 50 MP con tele 3x OIS e una batteria 5.200 mAh.
Per reggere la concorrenza nell’affollato mercato degli smartphone cinesi, proporre qualcosa di diverso può fare la differenza. E Blackview l’ha capito, realizzando device dalla personalità unica. Parliamo di rugged-phone, telefoni ultra-robusti dedicati agli amanti dell’avventura e dello sport. Ma che sono molto apprezzati anche da chi lavora in cantiere o, comunque, all’aria aperta.
Rivestiti con una scocca resistente e arricchita da dettagli colorati, gli smartphone Blackview sono resistenti alle cadute, alle immersioni e ai danni arrecati dalla polvere. Dotati di batteria eccezionale, sono praticamente inarrestabili.
Smartphone Blackview: la nostra selezione
Gli smartphone rugged sono caratterizzati da un design ingombrante e da ampie batterie. Di cosa parliamo? Tanto per iniziare il Blackview BL9000 Pro, punta di diamante dell’offerta rugged di Blackview, monta una colossale batteria da 8.800 mAh. Grazie alle finiture colore oro rosa, il design è meno spartano rispetto a quello di altri smartphone simili, e la scheda tecnica è piuttosto convincente: Dimensity 8020 con 12+512 GB, ma la RAM può essere estesa fino a 36GB usando la ROM. E poi ha perfino una fotocamera a infrarossi. L’abbiamo già detto che resiste anche a temperature estreme da -20 a 60 gradi celsius? Proseguiamo con il Blackview XPLORE 2, che si dirama in diverse edizioni speciali, ad esempio la Satellite che è una vera chicca: è il primo rugged a supportare la messaggistica vocale satellitare. Grazie allo standard militare di prima categoria MIL-STD-810H, questo piccolo carro armato resiste davvero a tutto. E ha una torcia da campo integrata: per le vostre escursioni in montagna è una scelta infallibile. Quanto al resto, il display è un AMOLED 3.2K da 6,73″, troviamo 12+256 GB oppure 16+1 TB, a seconda del modello scelto, mentre la batteria è addirittura da 20.000 mAh. Va avanti per giorni senza dover mai sfiorare il caricabatterie.
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