La crescita esponenziale del mercato digitale ha drasticamente cambiato il modo con cui ci si approccia alla musica. Molte cose sono cambiate da quando erano i classici stereo Hi-Fi a dominare il mercato, prodotti con i quali si poteva passare da un CD a un programma radio, senza però avere la massima libertà su cosa ascoltare. L’avvento degli smart speaker è l’emblema della nuova rivoluzione digitale, capace di garantire all’utente il massimo controllo non solo su quale musica ascoltare, ma anche sulle informazioni in tempo reale e, con l’evoluzione della domotica, sulla propria casa. Questa guida all’acquisto è dedicata proprio ai migliori smart speaker sul mercato, in modo da poter trovare il prodotto giusto per le proprie esigenze.
Di seguito riassunti i punti chiave da considerare in fase di acquisto.
Servizi – Parlando di funzionalità e servizi disponibili, alla base del successo degli smart speaker ci sono gli assistenti virtuali, capaci di aiutare l’utente con azioni automatiche e informazioni in tempo reale tramite semplici comandi vocali. Da non sottovalutare, inoltre, la compatibilità di un determinato prodotto con le diverse piattaforme per lo streaming musicale e con i servizi per il controllo della casa.
Connettività – Per poter sfruttare le funzioni principali di uno smart speaker è necessario che sia possibile collegare il dispositivo alla rete di casa, che sia tramite Ethernet o Wi-Fi. Sono da considerare, inoltre, altre opzioni di connessione, come il supporto Bluetooth per il collegamento a uno smartphone o porte ausiliarie per altri tipi di utilizzo, ad esempio come speaker per TV.
Potenza e qualità audio – Quando si sceglie uno smart speaker specialmente per l’ascolto musicale, la potenza del dispositivo è fondamentale per determinare la qualità sonora del prodotto. Oltre alla vera e propria potenza dell’amplificatore interno, è importante considerare fattori come il numero di altoparlanti presenti e la loro posizione all’interno del diffusore.
Design – Le dimensioni e l’aspetto di uno smart speaker potrebbero sembrare aspetti superficiali da considerare in fase di acquisto, ma non è sempre così. Se, ad esempio, si punta al massimo risparmio con gli smart speaker più compatti, si deve per forza sacrificare qualcosa in termini di potenza e qualità audio.
Per quanto la categoria degli smart speaker sia ancora abbastanza ristretta in termini di varietà, almeno rispetto alla più ampia gamma di altoparlanti Bluetooth semplici, è comunque possibile trovare il prodotto giusto per ogni budget. Per la fascia economica vengono presi in considerazione modelli con un tetto massimo di 100 euro. Rispetto ai prodotti di fascia più elevata, gli smart speaker entry level sono pensati principalmente per chi si approccia per la prima volta a questo tipo di prodotto, ad esempio per sperimentare il supporto di un assistente virtuale, senza però troppe pretese dal punto di vista della qualità audio. Con i prodotti di fascia media, il cui prezzo varia tra i 100 e 200 euro, si può trovare il bilanciamento perfetto tra funzioni e prestazioni, spaziando tra modelli con servizi smart più avanzati e prodotti con maggiore focus sulla qualità audio per dei veri e propri mini Hi-Fi. Escludendo un limite di budget, infine, gli smart speaker top di gamma puntano all’eccellenza in ogni caratteristica, non solo in termini di potenza e funzioni, ma anche di design, con prodotti che garantiscono un tocco di stile in più alla propria casa.
La fascia economica è dominata da Amazon, con qualche piccola intrusione da parte di Google che – in realtà – negli ultimi anni sembra aver abbandonato un po’ la partita. Il colosso dell’eCommerce, invece, continua ad aggiornare i propri prodotti, anche se il prezzo medio è leggermente aumentato. Al di sotto di 100 euro, è possibile portarsi a casa diversi modelli della linea Amazon Echo. Il più economico della selezione è Amazon Echo Pop: smart speaker dalle dimensioni compatte e dal look moderno, dotato di un unico altoparlante a diffusione frontale. Il punto di forza, ovviamente, è la perfetta integrazione con l’ecosistema Amazon e la presenza di uno degli assistenti virtuali più performanti del mercato, Alexa. Le alternative arrivano sempre da Amazon: Echo Dot di quinta generazione e Echo Spot (2024) che rappresentano due evoluzioni naturali per chi cerca qualcosa in più rispetto all’Echo Pop. L’Echo Dot di quinta generazione offre un netto miglioramento nella qualità audio e include anche sensori di temperatura e accelerometro, utili per automazioni smart home (ad esempio, accendere il condizionatore se la stanza supera una certa temperatura). È il miglior compromesso tra compattezza, potenza sonora e funzioni smart. L’Echo Spot, invece, segna il ritorno di Amazon nel segmento dei dispositivi con display integrato. Le dimensioni sono contenute, ma aggiunge un display circolare ideale per visualizzare l’ora, le previsioni meteo, la musica in riproduzione e notifiche. È pensato principalmente per la camera da letto o la scrivania. Infine, a rompere il dominio Amazon ci pensa Google Nest Mini di seconda generazione. Una volta collegato alla rete Wi-Fi di casa, questo dispositivo mette a disposizione un’ampia selezione di servizi, come piattaforme di streaming musicale, informazioni in tempo reale e funzioni per il controllo a distanza della propria casa smart. Il tutto è supportato dall’assistente vocale Google Assistant.
Con gli smart speaker di fascia media, si ha la qualità audio senza però rinunciare alla versatilità delle integrazioni smart. Amazon è sempre presente, ma la concorrenza è più ampia tra l’HomePod di Apple e qualche alternativa Sonos. Partiamo da Apple con HomePod Mini 2021: un modello un po’ datato ma che comunque rappresenta una valida alternativa per chi preferisce Siri. Come da tradizione Apple, il design di questo smart speaker è curato in ogni minimo particolare: il dispositivo presenta una forma sferica, con un pannello di controllo soft touch sulla parte superiore e una copertura in tessuto. Ciò che distingue HomePod Mini dagli altri diffusori smart è l’integrazione all’interno dell’ecosistema Apple, con il supporto di AirPlay, che permette di trasmettere rapidamente allo speaker i contenuti in riproduzione su iPhone, iPad o Mac, e dell’assistente vocale Siri. Per chi cerca il meglio della qualità audio nella fascia media, può prendere in considerazione Sonos Era 100. Questo diffusore prende tutte le qualità dei migliori prodotti a marchio Sonos, ma riesce a mantenere un design compatto e adatto a tutti gli ambienti di casa. Nonostante le dimensioni contenute, Era 100 porta una diffusione audio piena e avvolgente, grazie alla presenza di un woofer centrale e due tweeter laterali in posizione inclinata, capaci di coprire una posizione di ascolto molto più ampia. Questo modello integra tutte le funzioni dell’assistente vocale Alexa, e può collegarsi ad altri dispositivi tramite Bluetooth, Wi-Fi e ingresso di linea. Quest’ultimo permette di utilizzare Sonos Era 100 come diffusore TV all’interno di un piccolo sistema home theatre. Insomma, parliamo di uno smart speaker a tutto tondo. Arriviamo, infine, alle proposte 2025 di Amazon per la fascia media: Echo Dot Max ed Echo Show 8 2025. L’Echo Dot Max è la naturale evoluzione della linea Echo Dot, con un suono migliorato grazie a un sistema audio a doppio driver e una gestione migliorata dei bassi. Integra un processore audio dedicato per ottimizzare la resa in tempo reale e sensori ambientali più precisi per le automazioni Alexa. Mantiene la compatibilità totale con l’ecosistema Amazon. L’Echo Show 8 (2025), invece, punta su un’esperienza multimediale completa. Il display HD da 8,7 pollici, abbinato a un sistema audio stereo potenziato, lo rende utilizzabile per videochiamate, streaming e controllo della smart home tramite interfaccia touch. Inoltre, è in grado di riconoscere chi si trova davanti allo schermo, personalizzando così contenuti e notifiche. Insomma, è un ibrido tra smart speaker tradizionale e un piccolo centro multimediale interattivo.
Se nelle fasce di prezzo precedenti erano presenti soprattutto prodotti focalizzati più sulla parte smart che sulla qualità audio, gli smart speaker top di gamma vanno in direzione opposta, garantendo prestazioni sonore di qualità Hi-Fi e mantenendo tutte le funzioni smart più ricercate. Tra le novità del 2025 spicca Echo Show 11, l’evoluzione più avanzata della linea con display di Amazon. La vera differenza con il più economico e compatto Echo Show 8 è la grandezza dello schermo. Sempre da Amazon arriva una proposta per chi cerca un’esperienza sonora di qualità superiore: Echo Studio 2025. La nuova versione porta con sé un suono tridimensionale ancora più preciso, grazie al supporto Dolby Atmos e al processore spaziale Amazon aggiornato, che analizza la stanza per adattare automaticamente la resa acustica. Con i suoi cinque altoparlanti interni e la compatibilità con i principali servizi di streaming lossless, è perfetto per chi vuole audio di qualità senza rinunciare alle funzioni smart di Alexa. Per chi vuole restare in ambito iOS, c’è HomePod 2023. Ha un design minimale come il predecessore, ma con un hardware aggiornato: cinque tweeter, un woofer e chip S7 per un’elaborazione del suono adattiva in tempo reale. A completare il panorama, due proposte dal mondo dell’audio premium: Sonos Era 300 e Bose Portable Home Speaker. Il primo è uno dei modelli più avanzati della gamma Sonos, progettato specificamente per la riproduzione di contenuti in Dolby Atmos. La disposizione dei sei altoparlanti interni consente un’ottima resa tridimensionale, rendendolo ideale anche come speaker posteriore in configurazioni home theatre. Compatibile con Alexa, AirPlay 2 e Bluetooth. Il Bose Portable Home Speaker, infine, punta sulla flessibilità. Infatti, è trasportabile con batteria integrata e connettività Bluetooth e Wi-Fi. Supporta sia Alexa che Google Assistant.
Rispetto a un classico diffusore audio, uno smart speaker deve integrare una serie di servizi e funzioni con il supporto di un’intelligenza artificiale. Quest’ultima si traduce nei cosiddetti assistenti virtuali, che supportano le richieste dell’utente collegandosi a grandi banche dati in cloud. Sono principalmente tre gli assistenti virtuali a cui si fa riferimento nella categoria degli smart speaker: Amazon Alexa, Google Assistant e Apple Siri. Vediamo, dunque, caratteristiche e differenze di questi servizi.
Grazie al suo dominio incontrastato sul web, Google è stata una delle prime aziende a sviluppare automatismi complessi con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Google Assistant è proprio il risultato di questo importante lavoro: si tratta di un assistente virtuale capace di fornire all’utente tantissime informazioni in tempo reale, grazie all’integrazione del cloud di Google e alle centinaia di partner nel mondo dell’informazione.
Al di là dei servizi più “passivi”, ciò che contraddistingue davvero Google Assistant dai competitor è la costante evoluzione nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale e le possibilità in multitasking. Basti pensare a Google Duplex: grazie all’IA di Assistant, la funzione Duplex permette di gestire una conversazione complessa con un interlocutore reale, ad esempio in una chiamata vocale per prenotare un tavolo al ristorante. Sono sempre più avanzati gli automatismi di Google Assistant, andando spesso ad anticipare le richieste dell’utente in maniera predittiva.
A questo si aggiunge la comodità di utilizzare Assistant all’interno dell’enorme ecosistema Google. Se si è in possesso di uno smartphone Android, in particolare, l’utilizzo di Google Assistant permette di sincronizzare ogni tipo di attività tra i vari dispositivi collegati, compresi gli smart speaker installati in casa. Da non sottovalutare, infine, il supporto a Google Chromecast, molto utile se si vuole utilizzare lo speaker per controllare una smart TV con sistema operativo Android tramite comandi vocali.
Passando all’assistente virtuale di Amazon, Alexa porta con sé diverse funzioni interessanti. Prima di tutto, uno dei grandi pregi di Alexa è la maggiore naturalezza della sua voce. Per quanto possa sembrare un aspetto superficiale, una comunicazione più “umana” con un assistente virtuale spinge l’utente a sfruttare più spesso questo tipo di servizio. Per quanto riguarda la compatibilità con i servizi esterni, tra portali di informazioni, meteo e piattaforme di streaming musicale, non ci sono praticamente differenze tra Amazon Alexa e Google Assistant.
Per cosa si preferisce, quindi, Alexa? La caratteristica più interessante di questo assistente virtuale è rappresentata dalle cosiddette Routine. Partendo dall’app ufficiale Alexa, disponibile sia per iOS, sia per Android, è possibile creare delle azioni automatiche in base a ogni tipo di esigenza. Un esempio di questo è la routine mattutina: collegandosi ai vari servizi esterni, si può utilizzare il proprio smart speaker con Alexa per far suonare la sveglia, accendere le luci in maniera graduale e accompagnare il risveglio con informazioni come temperatura esterna, previsioni meteo, le ultime notizie e i propri impegni in agenda.
Tra le funzioni più apprezzate degli smart speaker con Alexa vale la pena citare le chiamate video e vocali. Per quanto riguarda le videochiamate, i dispositivi Alexa utilizzano una piattaforma proprietaria che garantisce un’ottima qualità di trasmissione, ma comporta la necessità di puntare a prodotti molto specifici, come gli smart speaker della gamma Echo Show. Per le chiamate vocali, invece, sono disponibili sia la funzione vivavoce con collegamento allo smartphone, sia la funzione interfono, per comunicare tra i vari speaker installati in stanze diverse.
Un altro aspetto da considerare nell’acquisto di uno smart speaker con Amazon Alexa è l’integrazione proprio con lo store Amazon Shopping. Tramite Alexa, infatti, è possibile ricevere notifiche su offerte dedicate ai prodotti nelle proprie liste di acquisto, ma anche effettuare acquisti automatici. Ad esempio, molti utenti acquistano periodicamente le capsule di caffè per la propria macchina. Alexa monitora la cadenza con cui viene fatto questo tipo di acquisto e propone all’utente di procedere automaticamente con un nuovo ordine quando si sta per esaurire la scorta.
Smart speaker con Amazon Alexa:
Sonos Roam
Bang & Olufsen Beosound A1 (2nd Gen)
Sonos Move 2
Siri è stato il primo vero assistente virtuale a presentarsi al grande pubblico, esordendo per la prima volta nel 2010 all’interno dell’App Store e venendo direttamente integrato in iOS a partire dal 2011. Rispetto a Google Assistant e Alexa, Siri è l’assistente virtuale che ha subito meno evoluzioni dalla sua nascita, ma è ancora oggi un servizio molto utilizzato dagli affezionati al vasto ecosistema Apple, grazie soprattutto alla sua anima più arguta che lo rende un servizio molto divertente da utilizzare.
Le funzioni di base di Siri sono praticamente identiche a quelle dei due assistenti virtuali analizzati in precedenza. Tuttavia, uno dei grandi vantaggi di Siri è la possibilità di sfruttare la connessione AirPlay con gli altri dispositivi Apple. A differenza di un collegamento Wi-Fi o Bluetooth, AirPlay vanta un’immediatezza impareggiabile in ogni tipo di azione, ad esempio per cambiare rapidamente il dispositivo con cui riprodurre un brano musicale.
Oltre ai servizi di informazione forniti dagli assistenti virtuali, gli smart speaker rappresentano dei prodotti molto utili quando si utilizzano dei dispositivi di domotica. La prima applicazione a cui si può pensare è l’illuminazione di casa. Con l’acquisto di lampadine smart collegate alla rete di casa, è possibile utilizzare lo smart speaker per gestire l’accensione, lo spegnimento e la regolazione di tutte le luci, il tutto con dei semplici comandi vocali. Lo stesso concetto si applica a tanti altri prodotti, da un robot aspirapolvere a un elettrodomestico più complesso come un forno, fino all’intero impianto di riscaldamento.
Ovviamente, per poter sfruttare al meglio questa possibilità è fondamentale controllare la compatibilità di ogni dispositivo con il proprio smart speaker, in particolare per quanto riguarda il tipo di piattaforma integrato nel diffusore. Per i prodotti che integrano Google Assistant, è importante che i dispositivi domotici siano compatibili con Google Home; per gli smart speaker con Alexa bisogna cercare la certificazione Amazon, mentre per la gamma di speaker Apple HomePod è necessario che i prodotti smart home siano compatibili con la piattaforma Apple Home Kit.
Un’altra caratteristica da considerare se si vuole utilizzare uno smart speaker per il controllo della domotica è la presenza o meno di un hub integrato. In quasi tutti i casi, è sufficiente che il diffusore sia dotato di un hub ZigBee, in modo da poter controllare la maggior parte dei prodotti smart home senza la necessità di adattatori particolari o hub esterni. Esistono comunque delle eccezioni, come nel caso dei sistemi di illuminazione Philips Hue, che utilizzano una piattaforma apposita e un hub proprietario, che si collega successivamente agli smart speaker per il controllo vocale.
Nella categoria degli speaker wireless è fondamentale che sia presente il supporto della tecnologia Bluetooth, in modo da potersi collegare facilmente a uno smartphone o altri dispositivi portatili. Diversamente, gli smart speaker non danno un’importanza primaria a questo tipo di collegamento, a favore di una più stabile e versatile connessione Wi-Fi.
Per poter sfruttare tutte le funzioni di uno smart speaker, infatti, è fondamentale che il dispositivo sia connesso in rete, in modo da accedere a tutti i servizi disponibili, tra streaming musicale, notizie, meteo e controllo della smart home. La connettività Wi-Fi, inoltre, garantisce la migliore stabilità per quanto riguarda gli smart speaker dotati di supporto multi-stanza. Con prodotti come quelli della gamma Amazon Echo, ad esempio, è possibile installare vari speaker in diverse stanze e passare rapidamente da un diffusore all’altro senza rischi di latenza. Laddove non si sia in possesso di una connessione Wi-Fi stabile, alcuni smart speaker mettono a disposizione una porta Ethernet per il collegamento di rete cablato.
Nella fascia più alta degli altoparlanti smart è possibile trovare altre possibilità di collegamento. Prendendo come esempio il modello Echo Studio di Amazon, che può essere impiegato anche come speaker per TV, sia singolarmente, sia all’interno di un impianto surround multicanale. Per questo lo speaker mette a disposizione una porta Aux da 3,5 mm per il collegamento al televisore. Altri smart speaker dispongono di collegamenti più avanzati per la TV, come una porta RCA o un’uscita digitale ottica, in modo da garantire la massima qualità d’ascolto al pari di una soundbar vera e propria.
Per quanto riguarda il supporto Bluetooth, infine, questo tipo di connessione torna utile soprattutto per fungere da altoparlante per smartphone e, in alcuni casi, per accoppiarsi a un altro smart speaker in modalità stereo. Alcuni prodotti, infatti, supportano la funzione TWS, che permette di sfruttare i profili Bluetooth più recenti per estendere la diffusione a più speaker senza alcun tipo di collegamento cablato, e senza rischi di latenza audio tra le diverse unità.
Se da una parte tantissimi utenti acquistano uno smart speaker semplicemente per sperimentare l’interazione con gli assistenti vocali, dall’altra esiste ancora una grande attenzione per le prestazioni di un diffusore, in modo da poter godere di un ascolto musicale di qualità. È quindi fondamentale considerare determinate caratteristiche per poter trovare la migliore qualità audio in uno smart speaker.
Il primo aspetto da tenere in conto è quello della potenza. Tutti gli smart speaker rientrano nella categoria delle cosiddette casse attive, ossia diffusori audio dotati di un amplificatore interno. Questo permette di pilotare gli altoparlanti con un determinato livello di potenza, espresso in Watt. Naturalmente, un amplificatore più potente comporta dimensioni maggiori all’interno di un diffusore. Per questo motivo, non è mai consigliato puntare a uno smart speaker compatto se si vuole puntare alla migliore qualità audio.
L’altro elemento che determina la qualità audio di uno smart speaker è il tipo di sistema di diffusione e il numero di altoparlanti presenti. Un suono complesso viene comunemente distinto in toni alti, medi e bassi. In uno smart speaker semplice, tutte le frequenze passano attraverso un unico altoparlante, il che porta a un suono uniforme, ma abbastanza piatto. Se si punta a un livello di ascolto superiore, è importante che lo speaker sia dotato di un sistema di diffusione a più vie. Nel caso di un sistema a tre vie, ad esempio, le frequenze alte, medie e basse vengono gestite in maniera indipendente, raggiungendo un dettaglio nettamente superiore. Le prestazioni migliori si ottengono, in particolare, quando ogni frequenza passa attraverso più altoparlanti. Prendendo come riferimento uno smart speaker top di gamma come Sonos Era 300, è presente in questo caso un sistema di diffusione a due vie con ben sei altoparlanti: ai due woofer principali dedicati alle frequenze medie e alte si aggiungono quattro tweeter disposti all’esterno, in modo da creare un suono avvolgente a 360 gradi e un’esperienza di ascolto di qualità Hi-Fi.
Da non sottovalutare, infine, la questione del bilanciamento del suono. Nei migliori smart speaker per potenza e qualità audio, è altrettanto importante che sia presente un equalizzatore intelligente, capace di bilanciare automaticamente le diverse frequenze in base non solo al genere musicale, ma anche allo spazio disponibile all’interno della stanza. Laddove non siano presenti dei sensori per l’equalizzazione automatica, è importante che sia almeno possibile controllare il bilanciamento del suono manualmente tramite app per smartphone.
Un altro pregio degli smart speaker di ultima generazione è il loro design. I modelli più compatti vantano una semplicità tale da non risultare mai “fuori posto”, indipendentemente dallo stile della stanza. In altri casi, invece, è lo stesso smart speaker a diventare un vero e proprio oggetto d’arredo dominante.
Tra i prodotti più vistosi, spicca il Bang & Olufsen Beoplay A9. Il suo design unico lo rende un oggetto d’arredo molto particolare, caratterizzato da un diffusore a forma circolare, disponibile in varie colorazioni e fantasie, supportato da un elegante supporto in legno. Oltre all’estetica, questo prodotto punta alla massima qualità sonora, con un sistema di diffusione a tre vie e una potenza complessiva di ben 950 W.
Un altro smart speaker che si distingue per il suo design unico è il modello Harman Kardon Aura Studio 4. Oltre a garantire una qualità audio di primo livello, con una potenza di 100 W e sei trasduttori per una diffusione a 360 gradi, questo prodotto è dotato di una cupola trasparente con altoparlanti interni a vista, valorizzati da un sistema di ambient light per un effetto molto piacevole.
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Possiamo definire gli smart display come un’evoluzione degli smart speaker. Si tratta difatti di dispositivi sviluppati attorno alle funzionalità degli assistenti virtuali, utili per la gestione di tutti i device predisposti per
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