Cura del giardino: guida all’acquisto del rasaerba giusto per ogni prato

Declinato in numerose varianti differenziate per potenza e maneggevolezza, il tagliaerba è lo strumento di riferimento per la cura del prato.
Di Matteo Sartini Aggiornato il 8 Aprile 2026
21 minuti di lettura
Giardiniere con guanti rossi utilizza un tagliaerba a spinta su prato curato in giardino con aiuole fiorite e alberi decorativi.

Con l’arrivo della primavera, il tempo trascorso in giardino si fa più piacevole, specie per chi ha a disposizione un tagliaerba con cui tenerlo ordinato. Al tagliaerba (o rasaerba) manuale si affianca quello semovente, con motore a scoppio, elettrico o a batteria. Mentre per lavorare su una superficie molto ampia non c’è niente di meglio di un comodo trattorino tagliaerba a benzina. Dedicata a chi ancora non ne sia provvisto o a chi intenda comprare un nuovo prodotto, la nostra guida approfondisce le principali variabili da considerare in fase di scelta. E include una selezione dei modelli più interessanti suddivisi in fasce di prezzo.

Come scegliere il tagliaerba

Ecco qualche spunto da cui partire per scovare il tagliaerba giusto.

Dimensioni del giardino e superficie di taglio – Questi due elementi dovrebbero sempre andare di pari passo. Per giardini piccoli, infatti, possono bastare lame da 30 cm. Con un prato di oltre 300 mq, però, si consigliano lame da almeno 40 cm. E ancora, i rasaerba con superficie di taglio pari o superiore ai 50 cm si adattano bene a giardini da 500 mq in su. Su aree piuttosto estese, i tagliaerba a scoppio e a batteria si mostrano più maneggevoli dei modelli elettrici con cavo. Ma oltre i 1000 mq, sono i trattorini rasaerba a fare davvero la differenza.

Caratteristiche delle lame – A incidere tanto sulla qualità del lavoro è la bontà delle lame. Realizzate solitamente in acciaio, variano in numero da 1 a 3, fattore che pesa non poco sulla velocità di taglio. Molto importante è anche la possibilità di regolare l’altezza delle lame da terra in un range compreso fra 2 e 10 cm. Le lame flottanti, poi, sono in grado di sollevarsi in presenza di sassi od ostacoli di altro tipo.

Tipo di motore – A scoppio o elettrico: ecco come il motore del rasaerba può essere declinato. Nel secondo caso, poi, vale la distinzione fra tagliaerba elettrici con filo e modelli a batteria. Parlando di prestazioni pure, le macchine a benzina o gasolio sono difficili da battere. Ma i modelli elettrici non temono rivali per silenziosità e praticità, richiedendo ben pochi interventi di manutenzione.

L’opzione robot tagliaerba – Ai prodotti tradizionali, si affiancano i più evoluti robot tagliaerba. Al pari degli aspirapolvere domestici, sono macchine che lavorano in autonomia senza farci fare alcuno sforzo. E che tornano alla propria base quando la batteria è in esaurimento. Scegliendo un modello smart con Wi-Fi o Bluetooth, poi, le impostazioni sono gestibili anche via smartphone.

Quanto costa un tagliaerba?

Affrontare in partenza la questione del prezzo ci permette di semplificare la nostra ricerca. Se per l’acquisto del nuovo tagliaerba il budget non è altissimo, andremo subito a escludere i modelli a scoppio più potenti e quelli a batteria. Di contro, la scelta di un rasaerba elettrico con cavo è la mossa vincente per risparmiare qualcosa. In linea generale, la potenza dei motori elettrici è inferiore a quella delle varianti a benzina. Ma a scendere sono anche rumorosità e impatto ambientale. Modelli manuali senza motore, a spinta, con trazione o trattorini rasaerba: ecco un accenno alle principali tipologie in commercio, il cui prezzo varia in base alla qualità costruttiva e all’efficacia nel taglio.

Tagliaerba a spinta con motore a scoppio affiancato da attrezzi da giardinaggio su prato verde curato con siepi sullo sfondo.

Nella guida abbiamo individuato tre fasce di prezzo e, per ciascuna di esse, descritto i tagliaerba più interessanti. I prodotti economici, con tetto di spesa posto a 250 euro, possono soddisfare le esigenze di un piccolo giardino, specialmente se posizionato in pianura. Ma è con i modelli di fascia media (fino a 450 euro) che si inizia a fare sul serio. Oltre tale soglia, infine, si apre la fascia alta, categoria che ha molto da offrire anche in ambito di robot tagliaerba automatici.

Fascia economica (entro 250 euro)

Anche senza spendere cifre esorbitanti, le possibilità di scelta restano tante. Entro i 250 euro, infatti, quasi tutte le categorie sono rappresentate. Cominciamo con due prodotti che, per la propria intrinseca natura, sono più economici rispetto ai tagliaerba a ruote. Parliamo, cioè, dei decespugliatori (o tagliabordi). Il GreenWorks G40LT è un modello con filo capace di sfoderare un diametro di taglio di 30 cm. Molto leggero e maneggevole, monta una batteria da 40 V dalla notevole autonomia, compatibile anche con gli altri attrezzi da giardinaggio dell’azienda. Nella stessa categoria, Bosch UniversalGrassCut 18 abbassa ulteriormente il peso, arrivando a 2,7 kg senza batteria a bordo. Il battery pack da 18 V, inoltre, è più leggero rispetto a quello del precedente modello, mantenendo il peso finale nettamente inferiore. A fronte di un’autonomia energetica minore, brilla per comodità dell’impugnatura e stabilità, riducendo al minimo le vibrazioni. Restiamo nel segmento delle macchine da giardinaggio a batteria con il Makita DLM330RM, il primo tagliaerba con 4 ruote della nostra selezione. Piccolo e agile, lavora sia con il cesto da 30 l agganciato che in modalità di taglio mulching. E grazie alla superficie di taglio di 33 cm, raggiunge anche gli angoli più angusti del giardino, riuscendo ad infilarsi, ad esempio, sotto una siepe. Piuttosto differente è la natura del tagliaerba Efco LR 44 PK, un modello con motore a scoppio entry-level dalla ragguardevole potenza. Tutto si fa più grande con questo rasaerba che si avvale di una lama da 41 cm per operare più rapidamente su superfici estese. L’altezza di taglio, invece, è regolabile su 4 livelli, passando da 28 a 75 mm. Il cesto di raccolta, infine, è da 60 l.

Fascia media (da 250 a 450 euro)

Superata la soglia dei 250 euro, la fascia media riserva più di una sorpresa a chi intende acquistare un nuovo rasaerba. A rappresentare al meglio la nostra selezione sono i tagliaerba elettrici a batteria e i modelli con motore a scoppio. È proprio da qui che vogliamo partire introducendo il tagliaerba Stiga Combi48, un prodotto che si pone di poco sopra il limite minimo della categoria. Robusto e potente, bada al sodo sfruttando il motore da 139 cc per operare un taglio netto del prato. Alimentato a benzina, è corredato da un cesto di raccolta da 60 l e una lama da 46 cm che lo rende adatto anche per superfici fino a 1000 mq. Non propriamente silenzioso, offre 6 livelli di regolazione dell’altezza di taglio. Facciamo un balzo avanti significativo con il modello Hyundai 65830, rasaerba a benzina con motore da ben 224 cc. E se il sacco di raccolta si mantiene in linea con quello del precedente modello, qui la lama si espande di 10 cm, innalzando sensibilmente la velocità operativa. Progettato per resistere al tempo e alle sollecitazioni, pesa 24 kg, un valore piuttosto contenuto rispetto alle specifiche tecniche. Ci spostiamo sul terreno dei tagliaerba a batteria con l’ottimo GreenWorks GD60LM51SP, un modello semovente che alleggerisce lo sforzo su superfici in pendenza. Forte di una generosa lama da 51 cm con altezza regolabile su 7 livelli, funziona con batterie da 2 o 4 Ah. A proprio agio sia col cesto di raccolta da 55 l che col taglio mulching, è una soluzione silenziosa e sostenibile. In ultimo ma non per importanza, Gardena SILENO minimo è un robot tagliaerba completamente autonomo. La batteria da 18 V gli dona circa 75 minuti di autonomia, erogando energia sufficiente per affrontare anche pendenze molto arcigne. Compatto, leggero e pulito, è un modello smart programmabile in profondità.

Fascia alta (oltre 450 euro)

Che sia con motore a scoppio o spinto da un propulsore elettrico a batteria, ogni rasaerba di fascia alta è competitivo in quanto a potenza, velocità ed efficacia. Apriamo questa sezione così come abbiamo chiuso la precedente, ovvero con un robot tagliaerba. Il Segway Navimow i105E è una macchina evoluta per la gestione del prato che opera senza problemi su superfici fino a 600 mq. Impreziosito da sensori all’avanguardia, lavora con precisione millimetrica, anche impostando confini virtuali entro i quali muoversi. Dotato di telecamera con ampio raggio di visione, supera agilmente gli ostacoli, raggiungendo anche gli angoli più nascosti. A chi cerca una soluzione più tradizionale, consigliamo il rasaerba elettrico Ego LM1903E-SP. Ideale fino a 800 mq, garantisce una lunga durata grazie alla batteria da 5 Ah. Quasi paragonabile nelle performance ad un tagliaerba a scoppio, sfodera tante possibilità di personalizzazione dell’altezza di taglio, includendo un cesto di raccolta da 55 l. Quando la potenza pura è una priorità, però, meglio optare per un modello a benzina come l’Honda HRG 466 SK. Più pesante e massiccio, è realizzato con materiali di prima qualità con lo scopo di resistere all’uso, mantenendo le prestazioni inalterate. Il tutto a patto che la manutenzione sia regolare. Discorso simile per lo Stiga Tornado 398, il trattorino tagliaerba con cui chiudiamo la nostra selezione. Dotato di motore 4 tempi da 432 cc, unisce rapidità di taglio e comfort, non temendo rivali nei lavori lunghi e impegnativi. Sono due le lame da 98 cm di cui è provvisto, mentre l’altezza di taglio è regolabile nel range 25/80 mm.

Come funziona il tagliaerba

A due o quattro ruote, elettrico o con motore a scoppio, compatto o di grandi dimensioni: tante sono le macchine da giardinaggio che rientrano nella categoria dei tagliaerba. Il funzionamento base, però, è comune a tutti i modelli. Un tagliaerba classico a quattro ruote si compone di un telaio in plastica o metallo, di un motore posto in posizione rialzata, di un albero motore e di una maniglia ergonomica. L’avvio di un tagliaerba elettrico differisce da quello di una macchina a gasolio o benzina. Nel primo caso, infatti, sarà sufficiente premere un tasto; nel secondo tirare un’apposita corda dopo aver caricato il carburante e aperto l’aria. Attraverso l’albero motore, il movimento viene trasferito alle lame e, nel caso di rasaerba semovente, alle ruote tramite la trazione. Il cesto di raccolta è collocato nella parte posteriore, ma può essere rimosso per eseguire un taglio mulching, andando a sminuzzare l’erba per poi rilasciarla sul terreno come fertilizzante organico. Il controllo del tagliaerba avviene attraverso una maniglia ergonomica che, talvolta, è dotata di leva per cambiare velocità. Di norma, i modelli a trazione prevedono due o tre marce oppure un sistema di regolazione dinamica della potenza. Infine, sul fianco della macchina (o sulla maniglia) abbiamo la leva che regola l’altezza di taglio. Più comodi e costosi, i trattorini tagliaerba sono provvisti di sedile e volante. E ciò li rende adatti per l’utilizzo prolungato su superfici molto ampie.

Tagliaerba a 4 ruote più popolari:
FUXTEC FX-E1RM20
Hyundai 65800
GreenWorks GD40LM46SP

Tipologie di tagliaerba a confronto

Ad orientare l’acquisto del nuovo rasaerba, giocano un ruolo cruciale il budget a disposizione e il tipo di terreno su cui lavorare. Esercitano un certo peso anche la qualità del motore e degli altri componenti, nonché la scelta dei materiali costruttivi. Ecco di seguito un’analisi delle principali tipologie in circolazione, suddivise in base alle proprie peculiari caratteristiche.

A spinta (con o senza motore)

Il tagliaerba manuale non è necessariamente provvisto di motore. Anzi, in molti casi con questo termine ci riferiamo agli economicissimi modelli a due ruote che lavorano esclusivamente a spinta. È il movimento meccanico delle ruote, infatti, a far girare le lame elicoidali, la cui velocità dipende da quella delle ruote stesse. Irregolare e non proprio potente, il comportamento dei modelli manuali dà vita ad un taglio un po’ impreciso. Con un budget superiore, ci portiamo a casa rasaerba a quattro ruote provvisti di motore in grado di assicurare un taglio decisamente migliore.

Semovente

Rispetto alla tipologia precedente, un tagliaerba semovente può contare sul movimento delle ruote posteriori spinte dalla trazione. Il motore elettrico o a scoppio, oltre ad azionare le lame tramite l’albero motore, impone alle ruote di muoversi a varie velocità, in base alla marcia che andremo ad impostare. Più leggero e comodo da manovrare, un prodotto di questo tipo si presta bene per superfici di medie dimensioni, anche in leggera pendenza.

Trattorino tagliaerba

Uomo alla guida di un trattorino rasaerba arancione mentre taglia l’erba in un ampio giardino con alberi e prato uniforme.

Superati i 1500 m² di superficie erbosa da tagliare, l’utilizzo di un rasaerba classico può diventare proibitivo. Per lunghe sessioni di lavoro e per operazioni di carattere professionale, l’impiego di un trattorino rasaerba (vedi i modelli Efco), è la soluzione ideale. Parliamo di un vero e proprio mezzo a motore di piccole dimensioni che si guida alla stregua di un trattore. Provvisto di sedile, volante e comandi a portata di mano, si caratterizza anche per la presenza di un motore a scoppio molto potente che spinge le lame e le ruote, sorreggendo il nostro peso. Più costosi e ingombranti degli altri, questi mezzi richiedono anche una manutenzione regolare più attenta.

Robot tagliaerba

Infine, per chi non vuole alzare neanche un dito, sono presenti in commercio i robot tagliaerba automatici. Al pari dei piccoli aspirapolvere per il pavimento di casa, questi modelli sono dotati di sensori che permettono loro di coprire in autonomia l’intera superficie, rilevando anche eventuali ostacoli sul percorso. Dotati di capienti batterie ricaricabili, una volta concluse le operazioni, sono in grado di tornare da soli alla postazione di ricarica. Alcuni modelli, poi, sono connessi allo smartphone tramite Bluetooth o Wi-Fi e possono essere comandati a distanza. Il prezzo, come è facile immaginare, si mostra piuttosto elevato, specie per i robot con quattro ruote motrici.

A scoppio contro elettrico: motori a confronto

La potenza del tagliaerba fa da spartiacque fra modelli elettrici e modelli a scoppio. Questi ultimi, infatti, sono più performanti e veloci rispetto alla controparte a batteria. Pur restando elemento fondamentale, la potenza non è l’unico da considerare. Di seguito, vantaggi e svantaggi delle due tipologie di rasaerba.

Motore a scoppio

Funzionanti a benzina o gasolio, i tagliaerba a scoppio montano motori con almeno 100 cc di cilindrata. Si tratta, quindi, di propulsori analoghi a quelli presenti su scooter e piccole moto. I motori, in genere a quattro tempi, spingono solo le lame oppure lame e ruote contemporaneamente. La potenza è, senza dubbio, il punto di forza di questi attrezzi, capaci di comportarsi bene anche con erba molto alta e condizioni del terreno irregolari. Proprio per questo, si adattano a superfici abbastanza estese e si mostrano adeguati anche al taglio dell’erba umida o incolta. Venendo agli aspetti meno positivi, il rasaerba a scoppio si caratterizza per l’elevata rumorosità del motore che ci spingerà, nei casi più estremi, a utilizzare delle apposite cuffie. E a evitare le fasce orarie garantite previste dalla nostra amministrazione locale. Anche il fattore prezzo rappresenta una nota dolente per questa categoria. E non ci riferiamo solo a quello iniziale ma, soprattutto, ai costi per la manutenzione e l’acquisto del carburante. Infine, non possiamo non considerare l’impatto altamente inquinante di questi motori per l’ambiente.

Motore elettrico

Il rasaerba elettrico è alimentato dalla rete di casa attraverso un cavo. Con una potenza compresa fra i 1.000 e i 2.000 Watt, non è proprio parco nei consumi. Nel complesso, però, se consideriamo il prezzo d’acquisto e la poca manutenzione richiesta, il costo operativo si mostra inferiore rispetto a quello dei tagliaerba a scoppio. Inoltre, il rasaerba elettrico non rilascia nell’aria emissioni inquinanti, mostrandosi pulito e sostenibile. Anche sul versante della rumorosità, il motore elettrico vince a mani basse su quello a scoppio. Più leggero e compatto, il rasaerba elettrico risulta altresì più facile da riporre in un garage o una rimessa. Abbiamo già parlato abbondantemente della potenza come del principale punto a sfavore di questi modelli. Ma ce n’è un altro da considerare: la presenza del cavo. A livello di maneggevolezza, infatti, tale fattore può creare più di una difficoltà, oltre al rischio che il filo finisca sotto le lame. Proprio per risolvere il problema, sono stati pensati i tagliaerba a batteria che, pur con qualche limite nell’autonomia, offrono una straordinaria agilità. La potenza, però, è mediamente inferiore rispetto alle varianti con cavo.

Tagliaerba elettrici dal miglior rapporto qualità-prezzo:
Black&Decker BEMW351
Ryobi RLM13E33S
Alpina BL 320 E

Un approfondimento sulle lame

La qualità delle lame influisce in modo cruciale sulla velocità e la precisione del lavoro. Le lame possono variare in numero e tipologia, a seconda del modello di tagliaerba scelto. Inoltre, è fondamentale valutarne superficie e altezza di taglio.

Tipologia e numero

Le lame di un rasaerba, realizzate di solito in acciaio, sono di tre tipologie differenti: fisse, flottanti oppure elicoidali. Le prime due trovano posto a bordo dei tagliaerba a scoppio o elettrici, la terza dei modelli manuali senza motore. Le lame fisse sono posizionate nel piatto della macchina e ruotano parallele al terreno. Pur funzionando molto bene, non assicurano la stessa efficienza delle flottanti di fronte a un ostacolo. Queste ultime, infatti, quando incontrano sul proprio cammino un sasso o una radice, sono in grado di sollevarsi sul proprio asse per superarlo senza produrre danni. Molto differenti si mostrano, poi, le lame elicoidali. Montate su una struttura cilindrica che ricorda un po’ il rullo di uno schiacciasassi, sono azionate dal movimento delle ruote di un tagliaerba manuale. Il numero delle lame elicoidali varia a seconda del modello e al loro aumentare cresce la qualità del taglio. Stesso discorso vale per le lame fisse e flottanti. Se i modelli base ne prevedono una, quelli più efficaci ne montano fino a tre.

Superficie di taglio

A differenziare i rasaerba più compatti e agili da quelli più grandi e potenti è anche la superficie di taglio. Parliamo, cioè, della porzione di prato su cui la macchina riesce a lavorare con un unico passaggio. Lame più lunghe producono un aumento della superficie di taglio e, di conseguenza, l’accorciarsi dei tempi di lavoro. Nei modelli a spinta o semoventi, tale superficie è compresa fra i 30 e i 60 cm. Nei trattorini rasaerba, invece, può superare i 120 cm.

Regolazione dell’altezza

Oltre all’efficacia delle lame, la possibilità di regolarle in altezza ci permette di realizzare differenti tipologie di prato. Poter variare l’altezza di taglio, inoltre, ci consente di mantenere l’erba sempre in perfette condizioni di salute. Oscillante fra 20 e 100 mm, tale regolazione è controllabile attraverso un’apposita leva posta sul fianco del rasaerba o integrata sulla maniglia.

Tagliaerba con superficie di taglio molto estesa:
Stiga Tornado 5108W
Ama TRX421
Ego LM2135E-SP

Cesto di raccolta o taglio mulching?

Il taglio a raccolta è quello più comunemente utilizzato sui tagliaerba a motore. Ci riferiamo all’operazione che fa seguire al taglio la raccolta dell’erba in un’apposita cesta, posizionata sul retro del rasaerba. Il materiale erboso appena falciato finisce qui e, a seconda della capacità della cesta, la stessa va svuotata più o meno volte. Per non essere costretti a farlo troppo spesso, consigliamo di optare per modelli con cestello di almeno 50 litri. Una volta raccolti e svuotati tutti i residui del tappeto erboso, tale sistema ci obbliga a un ulteriore passaggio: lo smaltimento dei rifiuti. Il taglio mulching rappresenta la risposta a questa problematica. Parliamo di un sistema di taglio che sminuzza l’erba in frammenti piccolissimi e li spinge di nuovo fuori, facendoli depositare sul terreno. Un tagliaerba mulching non richiede, quindi, il cesto di raccolta dell’erba tagliata poiché quest’ultima viene riutilizzata come fertilizzante naturale per il manto erboso stesso. A fronte di una superiore comodità d’uso, il rasaerba mulching mostra qualche limite quando l’erba è umida o troppo alta. Inoltre, tale tipo di sistema richiede un taglio più frequente rispetto a quello tradizionale. Non mancano, comunque, modelli capaci di lavorare in entrambe le modalità alternativamente.

Tagliaerba mulching più interessanti:
GreenWorks G40LM35
Hyundai 65810
Makita DLM330Z

Dimensioni, peso e ingombro del tagliaerba

Un’altra valutazione da fare in sede d’acquisto è quella relativa all’ingombro del tagliaerba. Se non abbiamo un ampio garage o, comunque, uno spazio adeguato nel quale riporlo dopo l’utilizzo, è bene optare per un modello dalle piccole dimensioni, magari un rasaerba manuale senza motore, dal peso di poco superiore al chilo. Munito di due sole ruote, si può sistemare facilmente anche in posizione verticale. Ma anche nell’ambito dei modelli elettrici o a scoppio, possiamo riscontrare notevoli differenze. I più compatti e semplici vantano un peso compreso fra i 5 e gli 8 kg. Superati i 10 kg, poi, si entra nel terreno dei modelli più potenti ed evoluti. Di certo, fra un tagliaerba elettrico ed uno a scoppio, è il primo a pesare generalmente di meno, risultando anche più pratico da spostare e trasportare. Molti dei modelli in commercio sono anche provvisti di maniglia pieghevole pensata per richiudersi su se stessa ed occupare ancora meno spazio. Nell’ottica di ottenere un buon risultato nella falciatura dell’erba, coniugando comodità e dimensioni contenute, il robot tagliaerba risulta essere la soluzione perfetta. Piccolo e compatto, è anche privo di maniglia ergonomica posteriore.

Robot rasaerba automatico in funzione su prato verde vicino a bordo in pietra, mentre esegue il taglio dell’erba in autonomia.

Robot tagliaerba più popolari:
Ambrogio Zeta R
Dreame Roboticmower A1
Segway Navimow i105E

Rumorosità

La potenza del rasaerba va calcolata in base alle coordinate del nostro giardino. Ma c’è un altro aspetto da non trascurare. Non è raro, infatti, assistere a dispute fra condomini legate alla rumorosità della macchina. E le discussioni si accendono soprattutto quando il modello in questione è provvisto di motore a scoppio. Proprio per tutelare i nostri diritti e quelli dei vicini, ogni amministrazione locale prevede un piano settimanale con fasce orarie precise all’interno delle quali è possibile utilizzare senza problemi tali tipologie di attrezzi da giardino. Misurabile in decibel (dB), la rumorosità del tagliaerba a scoppio ha, quindi, un impatto notevole sulle tempistiche di utilizzo. Il rasaerba elettrico, invece, ci offre maggiore libertà. Questi modelli, infatti, sono sensibilmente più silenziosi della controparte a scoppio e raggiungono al massimo i 90 dB. Intendiamoci, si tratta sempre di una notevole rumorosità, soprattutto se consideriamo che, secondo la legge italiana, superati gli 85 dB, si dovrebbero sempre impiegare specifiche cuffie insonorizzanti. I modelli a scoppio, però, eccedono agilmente tale soglia e, al pari di una moto da cross o di una motosega, producono emissioni sonore dalle quali è necessario proteggersi.

Tagliaerba a batteria molto silenziosi:
GreenWorks GD40LM46SP
Ego LM1903E-SP
FUXTEC FX-E1RM20

Manutenzione e pulizia

Il funzionamento ottimale del nostro tagliaerba si lega inscindibilmente a una corretta e regolare manutenzione. Molte delle operazioni base non sono complesse e potremo eseguirle in prima persona. A intervalli regolari, però, occorre far revisionare il rasaerba presso un’officina specializzata. Cominciamo dicendo che un tagliaerba elettrico richiede meno interventi di manutenzione rispetto a un modello con motore a scoppio. Più che di manutenzione vera e propria, è più appropriato parlare di pulizia del piatto e affilatura delle lame. La prima operazione si esegue facilmente, utilizzando un compressore e un raschietto o una spazzola per pulire le parti più incrostate. Affilare la lama, invece, richiede strumenti specifici. Per questo, dopo averla smontata, consigliamo di consegnarla nelle mani di un professionista. Per la pulizia del rasaerba a scoppio valgono le stesse regole, così come per l’affilatura delle lame. Ma la manutenzione del mezzo si fa in questo caso più elaborata. È molto importante sostituire regolarmente l’olio esausto e cambiare il filtro dell’aria sporco. Inoltre, prima dell’inverno, stagione durante la quale il rasaerba resta fermo, è bene eliminare tutto il carburante all’interno del motore, per evitare che danneggi la macchina. Infine, compiere una pulizia periodica della candela non può che fare bene al nostro tagliaerba a scoppio.

Tagliaerba che richiedono poca manutenzione:
Stiga Combi 340E
Ryobi RY18LMH37A
GreenWorks G40LM41

Decespugliatore a filo o a lama

In confronto agli altri modelli di tagliaerba presenti nella guida, siamo al cospetto di una macchina dal DNA diverso che merita un breve approfondimento. Anche solo a livello estetico, infatti, si possono notare delle differenze non da poco. Il decespugliatore è costituito da un’asta nella cui parte centrale trovano posto le impugnature per le mani. All’estremità alta abbiamo il motore, in variante elettrica oppure a scoppio. Dall’altro lato, invece, è presente la testina rotante sulla quale si inserisce il filo o si posizionano le lame. Le ruote spariscono del tutto e saremo noi a trasportare e orientare il decespugliatore. Leggero e molto maneggevole, pesa all’incirca come un rasaerba manuale senza motore. Ma le distinzioni in termini di potenza non sono poche. Adatto per pulire i bordi delle strade da erbacce e cespugli, nella versione con filo di nylon mostra qualche limite con i rovi più robusti. In una situazione del genere, quindi, è consigliato l’uso di un decespugliatore a lama o a disco. Tanti e intercambiabili sono gli accessori per questo particolare strumento che ci offre davvero molte possibilità. Pur non reggendo il confronto con un tagliaerba classico sulle grandi superfici, riesce però a falciare via anche piccoli arbusti legnosi e cespugli di notevoli dimensioni.

Decespugliatori molto apprezzati dagli utenti:
Makita DUR369LZ
Hyundai 35270S
GreenWorks G40LT

Pubblicato il 5 Maggio 2023
Matteo Sartini
Matteo Sartini

Nato nel 1980 a Milano, si trasferisce piccolissimo in Toscana, nei pressi di Cortona. Orgogliosamente nostalgico delle ultime due decadi del secolo passato, rimpiange il primo walkman, il poster di Freddie Mercury appeso in camera ed i lunghi pomeriggi in compagnia del Sega Mega Drive.

Crescendo, impara ad amare anche la lettura, partendo dai classici per approdare alla narrativa contemporanea...Leggi tutto

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