Divertimento e relax senza tempo: guida all’acquisto dei puzzle più belli

Colorato, divertente e bello da esporre, il puzzle è un gioco da tavolo senza tempo declinato in 2 o 3 dimensioni.
Di Matteo Sartini Aggiornato il 15 Dicembre 2025
20 minuti di lettura
Bambina concentrata mentre osserva e sceglie un tassello tra i pezzi di un puzzle disposti su un tavolo chiaro.

Fra i giochi da tavolo più avvincenti per adulti e bambini, i puzzle meritano un posto in prima fila. Con una solida tradizione alle spalle, si fondano su un meccanismo semplice e alla portata di tutti. Il livello di difficoltà del puzzle varia in funzione del numero di tasselli e del soggetto scelto. In ogni caso, prendersi il tempo necessario è fondamentale per divertirsi e rilassarsi al contempo. Nella nostra guida, abbiamo selezionato i puzzle più belli, descrivendone le caratteristiche generali e sviscerando le variabili che entrano in gioco in fase d’acquisto. Il tutto per rendere più semplice la scelta del puzzle giusto.

Come scegliere un puzzle

Ecco i punti salienti da cui partire per scovare il puzzle perfetto per noi.

Livelli di difficoltà – Cosa rende un puzzle più o meno difficile? Gli elementi che entrano in gioco, in sostanza, sono due: il numero di tessere presenti in confezione e il soggetto scelto. Nel secondo caso, in particolare, è l’aspetto cromatico a fare la differenza.

La qualità del puzzle – Anche la qualità del puzzle può essere valutata attraverso due criteri: la resa dell’immagine che passa attraverso la risoluzione e la fedeltà cromatica e la bontà costruttiva dei tasselli. Questi elementi, oltre a rendere il gioco più o meno coinvolgente, fanno sentire il proprio peso anche sul prezzo.

Dimensioni e formati – Una volta completato, un puzzle delinea il contorno di un rettangolo. L’orientamento può variare ma nella maggior parte dei casi è questa la forma geometrica più diffusa. Non mancano, poi, versioni quadrate o in formato panorama wide. Sulle dimensioni, invece, incide giocoforza il numero dei pezzi, partendo da pochi centimetri per arrivare a sfiorare i 3 metri.

Le tante varianti del puzzle – Con i puzzle rompicapo, la sfida si fa ancora più stimolante. Pensiamo, ad esempio, ai modelli monocromatici in cui l’unico indizio è la forma dei tasselli. O agli exit puzzle che, una volta completati, rivelano avvincenti enigmi. Abbiamo, poi, i puzzle 3D e i puzzle per bambini, caratterizzati da tasselli più grandi ed in numero inferiore.

Quanto costa un puzzle?

A incidere con decisione sul prezzo di un puzzle è il numero di tessere presenti nella scatola. Come è naturale che sia, un puzzle 1.000 pezzi costa in media meno di un modello da 2000 e più tasselli. Parliamo di una tendenza generale che può, però, essere sovvertita da un’altra variabile chiave: la qualità costruttiva. Come ogni altro gioco da tavolo, anche il puzzle si compone di tanti elementi. Ma in questo caso è dall’assemblaggio delle varie parti che si giunge alla soluzione. In tal senso, alla qualità del cartone impiegato, si somma la precisione del sistema di taglio che determina la bontà degli incastri. E ancora prima, si rivela fondamentale la fase di progettazione al computer delle singole tessere. Nella selezione dei migliori puzzle in commercio, abbiamo immaginato tre fasce di prezzo, ciascuna delle quali raccogliesse modelli con una ben precisa identità.

Madre e figlio seduti in salotto collaborano al montaggio di un puzzle su un tavolino, con pezzi colorati sparsi.

La fascia economica, con tetto di spesa massimo di 10 euro, è tutta dedicata ai più piccoli, includendo prodotti dai 24 ai 100 pezzi e oltre. I puzzle di fascia media, invece, hanno un costo compreso fra 10 e 20 euro, oscillando dalle 500 alle 1.500 tessere. Infine, superata la soglia dei 20 euro, si entra di diritto nella fascia alta, che include puzzle da 2.000 pezzi in su. Ai modelli dal DNA tradizionale, abbiamo anche affiancato qualcuno dei più riusciti puzzle 3D.

Fascia economica (entro 10 euro)

Al di sotto dei 10 euro di spesa è quasi impossibile incontrare puzzle per adulti. Il numero contenuto di pezzi, infatti, è ciò che mantiene il costo unitario così basso. Largo, quindi, ai puzzle per bambini, modelli pensati per farli divertire e imparare al contempo. Clementoni SuperColor 2×20 pezzi è una linea di puzzle ideale dai 3 anni in su. Belli e colorati, sono composti da grandi tasselli che svelano, se ruotati, gli elementi di due soggetti differenti. Personaggi Disney e Marvel, Gabby e Peppa Pig: ecco solo alcuni dei più celebri fra cui scegliere. Sale il numero di tessere ma l’approccio resta immutato con i Lisciani Puzzle Double-Face che, nella versione da 60 pezzi, si rivolgono alla stessa fascia d’età. Colorati e divertenti, si focalizzano sull’universo Disney, attraverso gli eroi di Frozen, Cars, la Sirenetta e tanti altri. E vanno ad occupare una superficie di 50×35 cm. Analoghi nelle misure anche se composti da molti più tasselli, i puzzle Ravensburger Pokémon da 100 pezzi richiedono più tempo e impegno, risultando adatti dai 5 o 6 anni in su. Anche in questo caso, non manca una buona varietà di soggetti e la qualità costruttiva è di alto livello.

Fascia media (da 10 a 20 euro)

I puzzle di fascia media, pur rivolgendosi a un pubblico ancora in età scolare, possono rappresentare una notevole sfida anche per gli adulti. Parliamo di scatole i cui soggetti si fanno più universali e maturi, puzzle perfetti per coltivare il gioco di squadra fra grandi e piccini. I set Disney Castello Principesse 1.000 pezzi Ravensburger rappresentano alla perfezione questa filosofia trasversale. Consigliati da 12 anni in su, ritraggono alcune delle eroine Disney in una cornice che comprende un lussuoso palazzo. Il tutto con un’eccellente lavorazione dei tasselli che nascono per resistere al tempo e all’uso. Cresce ulteriormente la sfida con la serie Clementoni High Quality Collection che propone puzzle da 1.000 e 1.500 pezzi. Più maturi, i soggetti sono ispirati al mondo animale oppure ritraggono affascinanti scorci paesaggistici, monumenti o vetture iconiche. Chiudiamo questa carrellata di fascia media con un puzzle 3D adatto a ragazzi e genitori. La Sneaker Portapenne 3D Ravensburger è un oggetto stiloso che combina divertimento e funzionalità. Ideale da 9 anni in su, richiama una delle calzature sportive più popolari di sempre, declinandola in un mare di varianti cromatiche.

Fascia alta (oltre 20 euro)

Chi ha un buon budget di spesa da dedicare all’acquisto del puzzle, può portarsi a casa set molto complessi e di grande qualità. Clementoni è uno dei brand di riferimento. L’azienda marchigiana, infatti, produce sin dagli anni ’60 ottimi giocattoli educativi, fra cui puzzle molto apprezzati per l’accuratezza degli incastri. Fra le tante possibilità offerte dall’enorme catalogo, abbiamo scelto i puzzle Clementoni da 2.000 pezzi, un perfetto mix fra complessità e appagamento. Perfetti per essere incorniciati e appesi, puntano largamente su immagini paesaggistiche, non disdegnando soggetti retati dal mondo artistico. E con invariata bontà costruttiva, i puzzle Clementoni 3.000 pezzi spingono ancora oltre l’asticella della difficoltà, andando ad occupare una superficie totale di 118,4×84,5 cm. Da Ravensburger, invece, arriva una serie più particolare: la linea dei puzzle 3D con protagonisti i monumenti più famosi del mondo. Realizzati con dovizia di particolari e meticolosa cura costruttiva, si fanno oggetti da esposizione in tre dimensioni. E fra i più suggestivi e stimolanti da completare, abbiamo selezionato il Big Ben e la Tour Eiffel. Mentre per bambini e ragazzi da 8 anni in su, non c’è niente di meglio del set Ravensburger Ferrari SF90 Stradale 3D che ritrae nel dettaglio la sportiva di Maranello. Altrettanto suggestivo e stimolante, il Globo 3D Ravensburger è una riuscita riproduzione in scala da completare con 540 pezzi.

Il puzzle attraverso i secoli

Il puzzle è uno dei giochi da tavolo moderni di maggior successo. Nato in origine come strumento didattico, acquista col tempo uno spiccato carattere ludico. L’archetipo del puzzle contemporaneo risale alla metà del XVIII secolo, quando il cartografo inglese John Spilsbury costruisce una mappa in legno per poi suddividerla in tanti blocchi con una sega. Utilizzato nelle scuole per l’insegnamento della geografia, tale sistema viene presto adottato anche per la storia e l’iconografia biblica. È curioso notare come l’espressione inglese che definisce il puzzle sia, in realtà, jigsaw puzzle, dove il primo termine è traducibile con “sega” o “seghetto”. Il secondo, invece, significa semplicemente “rompicapo”. Durante tutto l’800, il gioco prende piede e i soggetti riprodotti si fanno decisamente più variegati. In più, il costo unitario scende per l’impiego di materiali meno pregiati. Ma è con l’arrivo del XX secolo che il puzzle conquista un successo davvero ampio. A dare notevole impulso al fenomeno, in particolare, sono le grandi aziende americane che producono puzzle in serie, impiegando il cartone al posto del legno.

Tutti i benefici del fare puzzle

I prodotti in vendita oggi sono molto simili a quelli di inizio ‘900, sebbene le possibilità di scelta siano molte di più. Ai puzzle classici, si aggiungono i puzzle 3D, gli exit puzzle e i puzzle ball. Inoltre, il mercato si suddivide in puzzle per adulti e puzzle per bambini. Particolare attenzione merita questa seconda categoria di prodotti, caratterizzata da un dichiarato intento didattico. Tanti sono i benefici che il puzzle offre ai più piccoli. Per prima cosa, permette loro di sviluppare le fondamentali capacità cognitive e motorie. Una volta compreso il meccanismo base, infatti, il bimbo impara ad associare le forme e i colori dei tasselli per ricostruire l’immagine vista sulla scatola. Il tutto, attraverso movimenti trasmessi dal cervello a braccia e mani. Ma il puzzle è anche uno strumento sociale potente, un gioco attraverso il quale imparare a relazionarsi con gli altri, collaborando per conseguire un obiettivo comune. Senza considerare l’apporto positivo che il puzzle offre nel consolidare le capacità organizzative. In ultimo ma non certo per importanza, il puzzle resta pur sempre un gioco. E tale componente ludica è per il bimbo fonte di sano divertimento.

La difficoltà del puzzle: numero di pezzi e scelta del soggetto

Non è semplice calcolare il livello di sfida che un puzzle è in grado di offrire. Impegno e interesse nei confronti del gioco sono fattori chiave, così come il numero di ore a disposizione per risolvere il rompicapo. A essi si sommano due elementi più oggettivi di cui parleremo di seguito: numero dei tasselli e scelta del soggetto.

Numero di pezzi

Pezzi sparsi di un puzzle in cartone blu appoggiati su una vaschetta rossa, pronti per essere ordinati e assemblati.

Individuare il puzzle col numero di pezzi adeguato al nostro livello è fondamentale per mantenere alta l’asticella del divertimento, evitando frustrazioni. Proprio per questo, come per qualsiasi altro gioco da tavolo, anche nei puzzle è sempre indicata l’età a cui il prodotto si rivolge. Quando si supera il traguardo dei 1.500 pezzi, si parla di un puzzle per adulti. Non dobbiamo, però, prendere tale indicazione strettamente alla lettera: molto dipende, infatti, dalle capacità individuali. In generale, comunque, un modello di questo tipo è consigliato dai 14 anni in su. All’aumentare dei tasselli, cresce la difficoltà. Solo i più esperti, ad esempio, trarranno soddisfazioni da puzzle di 5.000 pezzi o più, per arrivare anche oltre quota 18.000. Per i bambini il discorso si fa più rigoroso. E dato l’elemento fortemente didattico del gioco, è bene individuare sempre la complessità giusta a seconda dell’età. Nello schema che segue, abbiamo raccolto qualche indicazione pratica sul rapporto età/numero di pezzi. Ovviamente, non si tratta di una corrispondenza matematica e la propensione del singolo giocatore verso il puzzle rappresenta una variabile importante.

da 2 anni in su – 10 pezzi
da 3 anni in su – 24 pezzi
da 5 anni in su – 60 pezzi
da 6 anni in su – 100 pezzi
da 8 anni in su – 200 pezzi
da 10 anni in su – 500 pezzi
da 12 anni in su – 1.000 pezzi

Soggetto scelto

Che sia un puzzle per bambini o per adulti, il soggetto riprodotto condiziona con decisione il livello di difficoltà. Paesaggi, ritratti, opere d’arte, animali, disegni di fantasia, soggetti ispirati al mondo del cinema e dell’animazione: ecco solo alcuni degli ambiti di maggior successo. I dettagli del soggetto incidono sulla complessità del puzzle, così come il fattore cromatico. Quest’ultimo, in particolare, può elevare la difficoltà del gioco, come nel caso dei puzzle in bianco e nero. Ma anche i modelli che includono ampie porzioni di cielo, mare e spiaggia, ad esempio, possono rendere la soluzione più complicata. In circostanze del genere, è di grande aiuto individuare e suddividere accuratamente le varie sfumature di colore dei tasselli.

Puzzle di livello intermedio più apprezzati:
Ravensburger PokémonRavensburger Sistema SolareRavensburger Star Wars

La qualità del puzzle: immagine e materiali costruttivi

Fare puzzle non è un’attività fine a se stessa, un semplice hobby divertente pensato per affrontare lunghe giornate a casa. Il risultato finale, infatti, è un oggetto tangibile che può essere appeso a una parete ed esposto. Per questo, la qualità dell’immagine ha un’importanza così cruciale. Ma anche la cura con cui sono realizzati i tasselli esercita un certo peso sull’esperienza generale. Ne parliamo di seguito.

Qualità dell’immagine

La doppia natura del puzzle rende questo gioco da tavolo stratificato, trasformandosi da rompicapo a elemento d’arredo. Per mantenere alti gli standard qualitativi delle immagini, i brand leader del settore si affidano a fotografi professionisti o scelgono soggetti ad alta risoluzione pensati per non perdere dettaglio nell’ingrandimento. Oltre alla resa in termini di pixel, anche l’elemento cromatico è fondamentale. Luminosità e contrasto, ad esempio, devono risultare ben equilibrati. E per ottenere un ottimo risultato, è necessario ricorrere a vernici di buona fattura. Parliamo di prodotti in grado di assicurare sempre colori vividi e realistici. Ma non mancano puzzle trattati con vernici antiriflesso, metallizzate e fluorescenti. Per assicurare ancora più divertimento e versatilità al gioco, sono stati introdotti i puzzle double-face, che ritraggono soggetti differenti sui due lati.

Materiali costruttivi

Realizzati in pregiato legno di cedro oppure di mogano, i puzzle ottocenteschi avevano un costo unitario decisamente proibitivo. A favorire il boom del puzzle del secolo successivo è il deciso abbassamento dei prezzi, legato all’utilizzo di materiali meno costosi. Il passaggio dal legno al cartone è un momento chiave nella storia del puzzle ed è fondamentale per sdoganare il gioco a una sempre crescente fetta di pubblico. Oggi, i puzzle per bambini e adulti prevedono tutti una spessa base in cartone, sopra la quale viene incollata l’immagine stampata. L’attenzione con cui tutto il processo è seguìto determina la robustezza del puzzle e la precisione dei vari tasselli, fattore da cui dipende la qualità degli incastri. Fasi cruciali, in tal senso, sono la creazione della matrice dei pezzi ed il successivo taglio attraverso una fustella in acciaio. Sia che si tratti di un puzzle tradizionale che di un puzzle 3D con pezzi in plastica, è molto comune fra le grandi aziende produttrici la scelta di materiali riciclati.

Dimensioni e formati

Se da un lato il numero di tasselli di un puzzle ne determina il livello di difficoltà, dall’altro incide anche sulle dimensioni finali una volta ultimato. Altezza e larghezza del puzzle sono funzione del numero di tasselli ma non in maniera rigorosamente matematica. Onde evitare che il puzzle diventi troppo grande, all’aumentare dei pezzi, gli stessi vengono progressivamente rimpiccioliti. In altre parole, un puzzle da 1.000 pezzi avrà tasselli più grandi rispetto a un modello da 5.000 pezzi. In ambito di puzzle per bambini, poi, sono molto diffusi i tasselli XXL, di misura decisamente superiore alla media. Riguardo al formato, le varianti “paesaggio” e “ritratto” sono le più comuni. Entrambe sono di forma rettangolare ma la prima ha larghezza maggiore dell’altezza mentre la seconda si comporta esattamente all’opposto. Non mancano, poi, puzzle di forma quadrata, provvisti di lati identici. Molto suggestivo è, infine, il formato “panorama” che contraddistingue molti puzzle per adulti dalle dimensioni generose. In questo caso, essendo la larghezza nettamente superiore all’altezza, si mostrano adatti a coprire un’intera parete, magari posta dietro la spalliera del letto. Per dare un quadro generale sulle varie dimensioni disponibili, ecco un breve promemoria con le più comuni.

100 pezzi – 50×35 cm
500 pezzi – 50×40 cm
1.000 pezzi – 70×50 cm
1.500 pezzi – 80×60 cm
2.000 pezzi – 100×70 cm
3.000 pezzi – 120×80 cm
4.000 pezzi – 140×80 cm
5.000 pezzi – 150×100 cm
6.000 pezzi – 170×120 cm
9.000 pezzi – 190×140 cm
18.000 pezzi – 280X190 cm

Puzzle rompicapo: una piacevole variante

“Rompicapo” è uno dei termini che traducono la parola puzzle in italiano. Ma quando si parla di puzzle rompicapo, ci si riferisce di solito ad alcuni set pensati per offrire un livello di sfida ancora più alto. Rendere più complesso il soggetto è il modo più semplice per realizzare un gioco da tavolo più stimolante. È questo il caso, ad esempio, della serie Impossible Puzzle! di Clementoni, basata su immagini straordinariamente ricche di dettagli e, al contempo, declinate in prevalenza attraverso un unico colore. Dalla combinazione dei due fattori, ne risultano tasselli molto simili gli uni agli altri e, quindi, difficili da distinguere.

Mano che inserisce un tassello mancante in un puzzle monocromatico già quasi completo, visto in primo piano.

Concetto simile vale per i puzzle Ravensburger Krypt, anch’essi realizzati a partire da varie sfumature dello stesso colore. Ma in questo caso, manca del tutto il soggetto. Siamo di fronte, quindi, a un puzzle monocromatico che ci lascia pochi appigli per trovare la soluzione. La chiave per risolvere il rompicapo è suddividere i tasselli in base alla forma, considerando che alcuni saranno disposti in modo tradizionale e altri in posizione leggermente ruotata. Sempre da Ravensburger, infine, arrivano gli Escape Puzzle, giochi da tavolo che, una volta ultimato il soggetto, si trasformano in escape room. Attraverso i vari indizi disseminati all’interno dell’immagine, infatti, è possibile svelare i misteri che ci condurranno alla libertà.

Puzzle 3D: la terza dimensione del divertimento

I puzzle 3D rappresentano l’ultima frontiera del divertimento, grazie all’aggiunta della terza dimensione. I tasselli di cui si compongono si mostrano all’apparenza identici a quelli di un classico puzzle bidimensionale, sebbene siano realizzati in legno o plastica anziché in cartone. Alcuni di essi, poi, sono progettati per piegarsi sul proprio asse, andandosi a incastrare da un lato in orizzontale e dall’altro in verticale. Questa particolare conformazione dei pezzi permette di costruire stabili strutture 3D ispirate, in larga parte, a mezzi di trasporto e importanti monumenti o edifici rilevanti a livello architettonico. Provvisti di base d’appoggio e, in taluni casi, di luci da integrare nel telaio, sono realizzati con grande dovizia di particolari. Ravensburger conta su una nutrita linea di puzzle 3D, come quelli che ritraggono il Colosseo, la Statua della Libertà o celebri edifici di fantasia, come il Castello di Hogwarts 3D in cui si muove il maghetto Harry Potter. Ma non mancano incursioni nel mondo della velocità con la Lamborghini Huracán EVO 3D ed esperienze ad alta quota con i set ispirati allo spazio, fra cui il suggestivo Ravensburger Apollo Saturn V Rocket 3D.

Puzzle per bambini: il divertimento educativo

Nella sezione dedicata ai fattori che influenzano la difficoltà di un puzzle, abbiamo dato qualche indicazione riguardo al rapporto fra età dei bimbi e numero dei tasselli. In questo paragrafo vogliamo affrontare l’argomento più approfonditamente, proponendo alcuni fra i puzzle per bambini più interessanti, modelli che in certi casi si distanziano un po’ dall’idea classica di puzzle. E come è nostra abitudine, abbiamo ordinato i prodotti secondo un criterio di età crescente. Tre sono le categorie: fino a 36 mesi, da 3 a 6 anni e da 7 anni in su.

Fino a 36 mesi

Cominciamo con i set tridimensionali dedicati ai più piccoli, ideali dalla nascita ai 36 mesi. I cubi puzzle sono protagonisti indiscussi in questa fase. Composti da pochi grandi tasselli cubici, sono ricchi di colori e immagini con cui il bimbo inizia a familiarizzare andando ad assemblare i pezzi. Robusti e ben fatti, i set di cubi Clementoni sono disponibili nei formati da 6 e 12 pezzi. Sempre da Clementoni arriva il Fruit Puzzle, un gioco 3D consigliato da 12 mesi in su. Composti da pochi elementi da assemblare, ananas, arancia e avocado prendono forma in modo divertente ed educativo. Un po’ più elaborato, il Puzzle della Fattoria Chicco mette in gioco 8 pezzi e altrettante formine da combinare per completare l’immagine. Una volta tolti dalla base, poi, gli elementi mostrano 2 sfondi con simpatiche scene della fattoria.

Da 3 a 6 anni

Passando alla fascia 3/6 anni, il puzzle assume la propria forma più caratteristica a due dimensioni. Emblematici in tal senso, i puzzle Clementoni SuperColor sono un tripudio di colori con la qualità dell’immagine al centro. Declinati nei più disparati soggetti, anche ispirati agli universi Disney e Marvel, sono proposti in tante configurazioni, fra cui i modelli da 24 maxi pezzi adatti da 3 anni in su. Componibile con 60 pezzi, invece, il puzzle Ravensburger Gabby’s Dollhouse ci porta nel tenero universo lanciato dalla celebre serie animata Netflix. Grande e appagante a livello tattile, è consigliato da 4 anni di età in su. Ancora più elaborati, i Lisciani Puzzle Double-Face da 108 pezzi non temono rivali per robustezza e bontà degli incastri. 70×50 cm: queste le misure del puzzle completato. 5+, invece, è la fascia di riferimento.

Da 7 anni in su

Iniziamo a fare sul serio con i puzzle per la fascia 7+. Sempre più ricchi di pezzi, dettagli e incastri di piccole dimensioni, si avvicinano molto ai puzzle per adulti. Prendiamo, ad esempio, il puzzle Ravensburger Frozen 2 con protagoniste Anna ed Elsa, a fianco dell’immancabile Olaf. Atmosferico e sognante, è disponibile nelle versioni da 150, 200 e 300 pezzi XXL. Si sale ancora di livello con Ravensburger Harry Potter, un magico puzzle che ritrae singolarmente o in gruppo i personaggi principali della saga cinematografica. Elaborato e impegnativo, mette in campo 1.000 pezzi, rivolgendosi a ragazzi e ragazze da 12 anni in su. Facciamo, infine, un piccolo passo indietro con il Globo 3D Ravensburger, un puzzle tridimensionale da costruire con 180 pezzi. Ricco di dettagli accurati e informazioni preziose, è consigliato da 7 anni in su.

Trucchi e accessori per realizzare il puzzle perfetto

Il puzzle è un gioco da tavolo e, in quanto tale, una forma d’espressione della personalità. Per questo, imporre regole operative per approcciarsi al puzzle sembra quasi una contraddizione. In questa sezione, quindi, vogliamo solo fornire qualche consiglio per organizzare al meglio il tutto. Per prima cosa, si rivela importante decidere in quale luogo posizionare i pezzi. La presenza di un tavolo o di una scrivania è di vitale importanza perché assicura una postura comoda e una buona visibilità. Per poter liberare la postazione in modo veloce e utilizzarla per altri impieghi, potrebbe tornare utile piazzare sotto al puzzle un pannello rigido delle giuste dimensioni. Oppure ricorrere a un tappetino, come il Ravensburger Roll Your Puzzle che, oltretutto, consente di arrotolare e spostare il puzzle senza rischio di romperlo. Aperta la confezione e svuotati i pezzi nella scatola, inizia la caccia ai tasselli che compongono la cornice e, ai quattro elementi angolari. Ben distinguibili dagli altri, entrambi i tipi possono essere posizionati lungo il bordo esterno. All’interno, invece, possiamo collocare gli altri tasselli, organizzandoli in base alle sfumature di colore del soggetto. In presenza di puzzle per adulti di grandi dimensioni, l’utilizzo di vaschette o tupperware in cui inserire i vari elementi può risultare salvifico. E in commercio esistono dei veri e propri set pensati proprio per tale scopo. A questo punto possiamo procedere all’unione dei tasselli, lavorando zona per zona.

Dal tavolo alla parete: come incorniciare il nostro puzzle

Dopo tante ore trascorse a completare il puzzle, la gratificazione più grande è vedere il risultato finale appeso alla parete. Per farlo al meglio occorre un po’ di manualità e, soprattutto, di tempo. Niente a confronto, comunque, di quello che abbiamo speso per completare l’opera. I più previdenti avranno acquistato in anticipo la cornice, scegliendola della giusta dimensione in base alle indicazioni poste sulla confezione. E magari avranno usato come base d’appoggio per il puzzle il retro della cornice stessa. Così facendo, tutta l’operazione risulterà più comoda e veloce. In alternativa, è necessario spostare il puzzle manualmente, facendo molta attenzione. Realizzato il giusto posizionamento, è il momento di incollare i tasselli, utilizzando un prodotto apposito come la colla permanente Ravensburger. Pratica da applicare, sfrutta una piccola spugnetta posta nella parte superiore per distribuire il prodotto uniformemente, senza sprecarlo o creare accumuli eccessivi. Altrimenti, è sempre possibile impiegare una tradizionale colla vinilica e un pennello per distribuirla sulla superficie. E Magari far rotolare sul puzzle una bottiglia di vetro o un rullo da pittura applicando un po’ di pressione, così da livellare i pezzi in modo omogeneo. Che sia un puzzle per adulti o un puzzle per bambini, ora occorre avere pazienza. Infatti, servono almeno 24 ore per far sì che la colla si asciughi alla perfezione. A questo punto, non resta altro che incorniciare il puzzle e scegliere la parete giusta per appenderlo.

Pubblicato il 7 Maggio 2020
Matteo Sartini
Matteo Sartini

Nato nel 1980 a Milano, si trasferisce piccolissimo in Toscana, nei pressi di Cortona. Orgogliosamente nostalgico delle ultime due decadi del secolo passato, rimpiange il primo walkman, il poster di Freddie Mercury appeso in camera ed i lunghi pomeriggi in compagnia del Sega Mega Drive.

Crescendo, impara ad amare anche la lettura, partendo dai classici per approdare alla narrativa contemporanea...Leggi tutto

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