Godersi la casa in ogni stagione: guida ai migliori condizionatori

Di Matteo Sartini 19 Giugno 2025
29 minuti di lettura
miglior condizionatore

L’impianto di condizionamento influenza direttamente il comfort domestico. Optare per un prodotto che sia appositamente studiato in base alla nostra soluzione abitativa è, certamente, il miglior modo per godere di un clima perfetto, contenendo il più possibile gli sprechi energetici. In linea generale, la più grande distinzione da fare in ambito di climatizzazione è fra condizionatori portatili e condizionatori fissi. Entrambi i sistemi si caratterizzano per pro e contro che abbiamo messo in evidenza nella guida. Così facendo, sarà più facile individuare il miglior condizionatore in base alle singole necessità.

Come scegliere il condizionatore

Prima di ragionare sull’acquisto, è d’obbligo una premessa: condizionatore e climatizzatore, a livello teorico, non sono la stessa cosa. Sebbene i due termini abbiano assunto il medesimo significato nel linguaggio comune, identificano prodotti diversi. Il funzionamento di base è analogo ma a cambiare è la modalità con cui si regola la temperatura. Il condizionatore, infatti, ci permette di impostare vari livelli di potenza, ma non di scegliere una temperatura specifica. Il climatizzatore, invece, è dotato di un termostato in grado di rilevare con precisione la temperatura ambientale e mantenerla sempre costante, gestendo la potenza in automatico. Nella guida, comunque, faremo sempre riferimento a modelli dotati di tale funzionalità, pur definendoli talvolta condizionatori. E ora ecco alcuni spunti su cui ragionare prima dell’acquisto.

Fisso o portatile – Parte tutto da qui, dalla scelta di una soluzione fissa o di un condizionatore portatile (nel Magazine di Trovaprezzi.it, I migliori condizionatori portatili per affrontare il caldo dell’estate). Differenti per struttura, tipo di installazione, posizionamento ed esperienza d’uso, le due varianti hanno anche nel prezzo un elemento di forte discontinuità. Proprio per questo, nella guida abbiamo scelto di trattare separatamente i condizionatori fissi e i portatili, approfondendo uno per uno tutti gli argomenti appena descritti.

La giusta potenza – Misurata in BTU/h, la potenza del condizionatore è indice della velocità di raffreddamento e, per i modelli con pompa di calore, di riscaldamento. Fondamentale, però, è scegliere il prodotto giusto a seconda dell’ambiente su cui lavorare. Per una stanza sola, ad esempio, climatizzatori portatili e monosplit possono bastare. Ma se cresce il numero di ambienti, meglio optare per soluzioni con due split o più.

Consumi – Mai come in questo momento, è importante dare uno sguardo ai consumi. Nel farlo, ci viene in soccorso l’etichetta energetica che racchiude tante informazioni utili sull’efficienza dell’impianto. Oltre alla classe energetica, sempre espressa da una lettera compresa fra D e A+++, è bene considerare alcuni altri indicatori di cui tratteremo in una sezione apposita.

Rumorosità – Sempre indicata sull’etichetta energetica, la rumorosità del condizionatore varia in base alla tipologia. Sono i portatili a far segnare le emissioni acustiche più elevate perché integrano in un corpo solo motore e split. Meglio si comportano i fissi perché il motore, ovvero la fonte di rumore principale, è sempre installato esternamente.

Prezzo e incentivi

prezzo climatizzatori
Sono tanti i fattori che entrano in gioco nel determinare il prezzo dei condizionatori. Il primo è, senza dubbio, la potenza. Per un condizionatore portatile da 9000 BTU/h, ad esempio, si parte da circa 200 euro ma si possono superare anche i 500 in presenza di macchine particolarmente evolute. Per i condizionatori fissi monosplit, le cifre tendono a lievitare, oscillando da 300 a 1000 euro circa a seconda della potenza. Infine, per condizionatori dual o multisplit oltre i 18000 BTU/h, il tetto dei 1500 euro è facile da oltrepassare. A fare la differenza in ottica prezzo è anche l’efficienza energetica, così come un design particolarmente ispirato e la presenza di funzioni aggiuntive evolute. Per agevolare la scelta, abbiamo previsto la consueta selezione di modelli suddivisi in fasce di prezzo. Con un budget massimo di 500 euro restiamo nella fascia economica ma, spingendolo fino a 800 euro, ci portiamo a casa un modello di fascia media. Oltre tale soglia, infine, si apre la fascia alta del mercato che racchiude i prodotti top di gamma. Non mancano, poi, interessanti incentivi per chi effettui tale tipo di investimento. Vediamo in breve le possibili alternative.

Bonus Ristrutturazione

Fra gli interventi coperti dal Bonus Ristrutturazione 2025 rientra anche l’acquisto del condizionatore, con uno sconto del 50% se installato in una prima casa e del 36% su altro tipo di immobile. La percentuale rimborsata viene recuperata attraverso uno sconto fiscale direttamente nella dichiarazione dei redditi e spalmata in 10 anni. Chi sceglie questa soluzione, inoltre, ha diritto al Bonus Mobili che assicura una detrazione del 50% per l’acquisto di elementi d’arredo o elettrodomestici a elevata efficienza. 

Ecobonus

Le agevolazioni che si ottengono attraverso l’Ecobonus sono identiche a quelle offerte dal Bonus Ristrutturazione, ovvero 50% e 36% a seconda dell’immobile di destinazione. In questo caso, però, il condizionatore deve necessariamente andare a sostituire un sistema con caldaia a gas di minore efficienza.

Superbonus 65%

In ultimo ma non per importanza, il Superbonus 65% rappresenta la massima forma di risparmio per l’acquisto di un condizionatore. Lo sconto del 65%, sempre da godere in forma di sgravio fiscale, è però erogato solo in concomitanza con gli interventi trainanti previsti dal Superbonus stesso. Pensiamo, ad esempio, ai lavori volti a elevare l’isolamento termico delle superfici orizzontali e verticali dell’immobile.

(Dati aggiornati a giugno 2025 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 500 euro)

I condizionatori portatili sono i protagonisti indiscussi della fascia economica, riuscendo a coniugare praticità e risparmio. Fra i migliori per rapporto qualità-prezzo, incontriamo lo Zephir ZPO12000, un agile monoblocco con ruote in grado di erogare la ragguardevole potenza di 12000 BTU/h. Moderno nell’estetica, è accompagnato da un pratico telecomando che offre una gestione intuitiva delle principali impostazioni, a partire dalla velocità del getto. Provvisto di display e relativamente efficiente, non supera i 65 dB di rumorosità. Pur restando sotto il tetto dei 500 euro, Argo Thor rappresenta un notevole passo avanti. Oltre a mettere in campo 15000 BTU/h, sufficienti a climatizzare anche ambienti di circa 50 mq, riduce drasticamente le emissioni acustiche in modalità Sleep. Inoltre, grazie alla funzione Memory, mantiene inalterate le più recenti impostazioni anche a seguito di sbalzi di corrente. E opera pure come deumidificatore. Ma a chi cerca un modello espressamente progettato per eliminare l’umidità in eccesso negli ambienti, il De’Longhi DEXD214RF è la risposta. Parte della celebre linea Tasciugo del marchio trevigiano, fa una sola cosa ma nel modo migliore. Dotato di ampia tanica per l’acqua da 14 l, assicura un’autonomia di tutto rispetto. Comodo da spostare grazie al maniglione sul lato superiore, non supera i 40 dB. E risulta salvifico per chi stende il bucato in casa, specie in inverno. Chiudiamo questa prima trance spostandoci nel terreno dei condizionatori fissi. Difficile da battere per convenienza, Hisense Easy Smart mono split è un prodotto completo e performante che vale più di quel che costa. Disponibile nei tagli da 9000 e 12000 BTU/h, include un avanzato sistema di pulizia automatica e il Wi-Fi.

Fascia media (da 500 a 800 euro)

La fascia media è il naturale terreno di ricerca per climatizzatori fissi monosplit e dual split di qualità. Si parte bene con il Midea BreezeleSS+ mono split. Prodotto vincente nel rapporto fra costo e prestazioni, è declinato in variante da 9000 o 12000 BTU/h. Oltre a colpire per un sinuoso design anticonvenzionale, se la cava egregiamente sia in estate che in inverno. Dotato di potente pompa di calore e silenzioso motore inverter, è certificato di classe A+++ in raffreddamento. A chi desidera vivere un’esperienza d’uso più avanzata, però, consigliamo il Samsung WindFree Avant mono split. Sempre proposto in identici tagli di potenza, sfrutta il getto diffuso WindFree per climatizzare gli ambienti senza intensi flussi d’aria che potrebbero risultare fastidiosi nel tempo. E non si fa mancare tante funzioni smart gestibili tramite l’app Samsung SmartThings. Presentiamo ora un prodotto dal rapporto qualità-prezzo difficile da battere. Ferroli Giada dual split, come il nome stesso dichiara, include due unità interne oltre al motore. Ideale per operare su due ambienti differenti, mantiene un profilo smart, anche grazie alla compatibilità con i principali assistenti vocali in circolazione. E concludiamo con un modello che esce un po’ fuori dagli schemi, trattandosi di un climatizzatore portatile. De’Longhi Pinguino Extreme PAC EX93 è uno dei migliori in questa categoria. Climatizzatore con avanzata tecnologia di deumidificazione, mette in campo 9400 BTU/h di potenza e la capacità di eliminare fino a 60 l di umidità in 24 ore. Ma può anche lavorare come semplice ventilatore. Molto buona l’efficienza e piuttosto ridotta la rumorosità.

Fascia alta (oltre 800 euro)

Provvisti di uno, due o tre split, i condizionatori fissi di fascia alta offrono il massimo in termini di affidabilità e potenza. Apriamo le danze con l’accoppiata Daikin FTXM25R + RXM25R, motore e split singolo di eccellente fabbricazione. Anche impreziosito da un preciso sensore di movimento che rileva la presenza di persone nell’area del condizionatore, eroga 9000 BTU/h, più che sufficienti per ambienti entro i 30 mq. Ottima la classe energetica A+++. Si entra nel terreno dei dual split con il Panasonic Etherea, parte di una delle linee di riferimento del colosso giapponese. Sempre al top per efficienza e semplicità d’uso, gestisce al meglio il getto grazie alla tecnologia Aerowings. E rende l’aria più sana grazie al sistema di purificazione proprietario Nanoe X. Per dare all’ambiente una svolta estetica radicale, poi, entra in gioco LG ArtCool Gallery dual split, un modello che punta tanto sull’innovazione. Evoluto e performante, sfoggia split con speciale design a cornice, al cui interno è possibile inserire una stampa artistica. Progettato per raffreddare e scaldare, si trasforma in oggetto d’arredo unico. Si torna verso linee più canoniche con il Mitsubishi Kirigamine Style dual split, il condizionatore top di gamma di uno dei brand di riferimento in questa categoria. Incredibilmente silenzioso e discreto, climatizza con flussi d’aria indiretti che non generano spiacevoli sensazioni epidermiche. Ed è disponibile sia in bianco che in rosso oppure nero. Chiudiamo all’insegna della versatilità con Haier Flexis Plus trial split, il sistema a motore unico che può soddisfare le esigenze di un intero appartamento. Altamente configurabile a livello di potenza, si accompagna alla perfezione all’app hOn per smartphone

Funzionamento del condizionatore

Analizziamo di seguito il funzionamento di un classico condizionatore a gas. E sebbene questa tipologia resti protagonista indiscussa della nostra guida, abbiamo anche inserito un accenno ai modelli ad acqua.
Ecco di seguito le due varianti principali.

Condizionatore a gas

Il funzionamento di un condizionatore standard poggia su un ciclo termodinamico il cui protagonista è un gas refrigerante che si muove dal motore all’ambiente di casa e viceversa. Questo gas, condensandosi oppure evaporando, libera o assorbe calore. Quando il gas scende di temperatura, raffredda l’aria che viene immessa nelle stanze attraverso gli split del condizionatore. L’aria calda, invece, viene espulsa dal motore esterno o da un apposito tubo nel caso dei modelli portatili.

Condizionatore ad acqua

Meritano una menzione speciale i condizionatori ad acqua, macchine che la utilizzano nel ciclo termodinamico al posto del gas. Si tratta di sistemi decisamente più ecologici, dal momento che i gas refrigeranti sono tossici e problematici da smaltire. Inoltre, i consumi energetici dei condizionatori ad acqua sono notevolmente inferiori rispetto a quelli a gas. È presente, però, un ingombrante ostacolo che ne limita la commercializzazione su larga scala. Parliamo dei costi per l’acquisto e l’installazione che possono anche raddoppiare rispetto ai classici condizionatori a gas. Proprio per questo, nella guida non li abbiamo inclusi, focalizzando l’attenzione sui prodotti più diffusi. Per entrambe le tipologie, comunque, sono previste delle interessanti detrazioni fiscali che abbiamo approfondito nella sezione relativa al prezzo.

Condizionatori più popolari:
Daikin FTXM25R + RXM25R
Diloc Over dual split
Mitsubishi MSZ-EF35VGKW

Condizionatori portatili

condizionatore portatile
Il condizionatore portatile è la scelta giusta per chi desidera un buon comfort domestico risparmiando sull’installazione dell’impianto di condizionamento, operazione che può essere svolta in autonomia. Compatto nelle dimensioni, sebbene non troppo leggero, è provvisto di ruote che rendono il trasporto e lo spostamento in casa molto agevole. Ma non è tutto oro quello che luccica. Infatti, questi modelli sono dotati di un tubo che serve per espellere l’aria calda verso l’esterno, componente che ne vincola il posizionamento vicino a una finestra o a una portafinestra. Inoltre, se non si provvede a realizzare un apposito buco per il tubo, si rischia una grande dispersione termica ed energetica. Infine, va detto che i condizionatori portatili risultano di gran lunga più rumorosi dei fissi, avendo il compressore integrato nella scocca.

Struttura del condizionatore portatile

La struttura di un condizionatore portatile è piuttosto semplice, prevedendo in un corpo unico lo split e il motore, altrimenti separati nei modelli fissi. Qui, il ciclo termodinamico che porta il gas refrigerante a raffreddare o riscaldare l’ambiente avviene dentro la scocca monoblocco. In modalità raffreddamento, il motore comprime il gas per aumentarne temperatura e pressione. Di seguito, il gas passa nel condensatore che lo porta allo stato liquido, raffreddandolo. In un secondo tempo, la pressione di questo liquido viene abbassata dall’organo di laminazione e, infine, attraverso il vaporizzatore, torna allo stato gassoso. La temperatura dell’aria trasportata dal gas è ora molto più bassa rispetto all’inizio del ciclo e, a questo punto, viene immessa nell’ambiente. L’aria calda, invece, è espulsa tramite il tubo d’uscita attraverso la finestra. Qualora il condizionatore sia provvisto di pompa di calore, tutto il ciclo può essere invertito con lo scopo di elevare la temperatura negli ambienti. In generale, il fluire dell’aria dal condizionatore portatile all’esterno viene regolato da due ventole. Inoltre, è presente in prossimità dell’uscita del getto un filtro che raccoglie polvere, pollini e sporcizia e che va pulito regolarmente. 

Condizionatori portatili più apprezzati:
De’Longhi Pinguino Extreme PAC EX93
Argo LARI
Olimpia Splendid Dolceclima Air Pro 14 HP Wi-Fi

Monoblocco portatile o split portatile: tipologie a confronto

Due sono le principali tipologie di condizionatori portatili. Vediamo di seguito in cosa si differenziano a livello di struttura e prezzo.

Monoblocco portatile

Si tratta della categoria più diffusa in commercio e anche il tipo di prodotto su cui le case costruttrici investono di più. Parliamo del classico condizionatore portatile con tubo, costituito da un corpo a forma di torre, alto circa 70 cm e largo 40. Ve ne sono in vendita di tutti i prezzi e colori ma, sostanzialmente, la forma rimane la stessa. A livello di prezzo, si parte anche da 200 euro con i modelli base per superare i 1000 per i condizionatori più tecnologicamente avanzati.

Split portatile

A metà strada fra i condizionatori fissi e i mobili, troviamo i condizionatori con split portatile. Composti come i primi da due elementi anziché da uno, si possono spostare analogamente ai portatili. In pratica, avremo uno split all’interno della stanza che si collega con un tubo al compressore posto esternamente. Anche il motore si sposta con facilità e possiamo, così, posizionarlo nei pressi della stanza che vogliamo raffreddare. Di contro, il principale aspetto negativo di queste soluzioni è il prezzo, mediamente più elevato dei monoblocco, fattore che ne sta decretando la scomparsa dal mercato.

Modelli portatili senza tubo: una valida alternativa?

Parlare di condizionatori portatili senza tubo è un po’ improprio. Infatti, nel momento in cui si mette in atto un ciclo termodinamico volto a raffreddare un ambiente, è sempre necessario espellere l’aria calda per poter ottenere un risultato apprezzabile. Per questo, sotto la categoria dei condizionatori senza tubo ricadono modelli esteticamente simili ai portatili ma che funzionano in modo più semplice. Inoltre, non permettendo all’aria di raggiungere l’esterno, producono un raffreddamento solo parziale. Anche detti raffrescatori, non prevedono gas refrigerante all’interno e lavorano esclusivamente con acqua fredda o ghiaccio da inserire nell’apposito contenitore integrato. In alternativa, alcuni modelli possono essere collegati alla rete idrica tramite un tubo, sollevandoci dall’obbligo di cambiare l’acqua una volta che si sia scaldata o di aggiungere nuovamente il ghiaccio. I raffrescatori, in buona sostanza, sono più vicini ai ventilatori che ai condizionatori e riescono ad abbassare la temperatura di pochi gradi soltanto, sfruttando l’effetto momentaneo dell’acqua fredda o del ghiaccio. Non mancano, comunque, degli aspetti positivi. I condizionatori senza tubo, infatti, consumano pochissimo e sono silenziosi. Inoltre, il prezzo d’acquisto è decisamente più basso rispetto ai modelli a gas, mantenendosi in genere sotto i 100 euro.

Funzioni aggiuntive più interessanti

Il numero di funzioni influisce sul costo finale del condizionatore portatile. Tali funzionalità si possono regolare direttamente dalla scocca, grazie ai pulsanti presenti nella parte superiore, o attraverso il telecomando. Inoltre, i modelli più evoluti sono dotati di display che mostra in tempo reale le varie impostazioni e la rilevazione della temperatura. Parlando di funzioni specifiche, alcuni condizionatori portatili dotati di pompa di calore, una tecnologia capace di invertire il ciclo termodinamico per ottenere aria calda anziché fredda. Particolarmente utile in inverno, la pompa di calore ci permette di scaldare molto velocemente una stanza di medie dimensioni. Anche la presenza o meno del deumidificatore è un aspetto importante da valutare prima dell’acquisto. Questo sistema, infatti, permette di sottrarre l’umidità dall’ambiente, rendendolo più salubre. Molto utile è, poi, il timer che possiamo impostare per l’accensione e lo spegnimento programmato, contenendo così i consumi elettrici. E ancora, oltre alla temperatura, è possibile controllare potenza e direzione del getto d’aria. Mentre la funzione swing fa sì che le alette del condizionatore oscillino in automatico per diffondere l’aria in modo più omogeneo. In ultimo ma non per importanza, un numero sempre crescente di modelli portatili è gestibile da remoto attraverso la connettività di rete e apposite app per smartphone

Deumidificatori portatili più compatti:
De’Longhi DEXD214RF
Olimpia Splendid Aquaria S1 14 P
De’Longhi DEXD216RF

La potenza del condizionatore portatile

Maggiore è la potenza di un condizionatore portatile, più velocemente si abbasserà o alzerà la temperatura nell’ambiente. Ma come si calcola la potenza e in che modo si riesce a capire se uno specifico modello si adatterà alle nostre esigenze? Partiamo da un semplice assunto: per una stanza di 30 mq occorrono all’incirca 9000 BTU/h. Tradurre i BTU/h (British Termal Unit per hour) in kW/h è molto semplice: 1000 dei primi corrispondono a 0,3 dei secondi. E così, tornando al nostro esempio, un modello da 9000 BTU/h consumerà all’incirca 2,7 kW ogni ora. Con questo sistema possiamo capire in modo veloce di quanta energia ha bisogno il nostro condizionatore portatile per funzionare a dovere all’interno di uno specifico ambiente. Pertanto, consigliamo vivamente di optare per un prodotto la cui potenza sia calcolata sulla metratura effettiva del locale di destinazione. 

Consumi energetici del condizionatore portatile

L’etichetta energetica dei condizionatori è abbastanza complessa poiché sono molti i valori presi in considerazione. Ma leggere correttamente l’energy label ci permette di effettuare un acquisto consapevole, riuscendo anche a risparmiare qualcosa in bolletta. Di base, possiamo dire che un modello portatile consuma più o meno come un impianto fisso dotato di un singolo split. Ecco le voci principali dell’etichetta.

Classe energetica

Quasi ogni elettrodomestico prevede una classe energetica espressa da una lettera. Per i condizionatori, dal 2019 in poi, la classe minima consentita è la D mentre la A+++ risulta essere la più efficiente. Man mano che, dalla classe più bassa andiamo a salire, i consumi in kW/h del nostro condizionatore portatile si fanno più contenuti. Di contro, però, il prezzo all’acquisto aumenta. Parliamo, comunque, di un buon investimento dato che la spesa iniziale verrà recuperata nel tempo, sotto forma di bollette meno salate. Va precisato, però, che il condizionatore consuma meno per raffreddare che per riscaldare. Proprio per questo, per tutti i prodotti con pompa di calore, l’energy label include due classi di efficienza differenti.

EER, COP, potenza nominale e consumo medio

Nell’etichetta energetica trova posto anche un altro valore importante. Ci riferiamo all’EER, ovvero l’indice di efficienza energetica in modalità raffreddamento. Per i condizionatori dotati di pompa di calore, poi, è previsto un ulteriore valore chiamato COP che si definisce coefficiente di prestazione in modalità riscaldamento. In entrambi i casi, più è alto il valore numerico, minori saranno i consumi. Completa il quadro l’indicazione della potenza nominale in kW assorbita dal condizionatore e il consumo medio annuale espresso in kW/h. Il secondo, in particolare, ci dà un’idea concreta delle spese che dovremo affrontare, sebbene si tratti di un valore medio, rilevato in condizioni di utilizzo ideali.

Condizionatori portatili molto efficienti:
Olimpia Splendid Dolceclima Air Pro 13 Wi-Fi
De’Longhi Pinguino PAC EL112 CST W
Electrolux EXP26U538CW

Rumorosità del condizionatore portatile

Parlando di sistemi da collocare all’interno degli ambienti domestici, un aspetto da non trascurare nell’analisi dei condizionatori portatili è proprio la rumorosità. E non a caso, nell’etichetta energetica è sempre indicato un valore numerico che esprime in dB (decibel) l’entità delle emissioni acustiche. Un valore di circa 60 dB è più che accettabile per condizionatori del genere ma sono disponibili all’acquisto anche modelli che non eccedono i 20 dB. In questo caso, è possibile tenerli accesi anche di notte senza rischiare di essere svegliati dall’eccessivo trambusto. Sì, perché la rumorosità percepita dei condizionatori portatili è maggiore rispetto a quella dei fissi per una questione di posizionamento. Infatti, la fonte del rumore, ovvero il compressore, è all’interno della scocca e non all’esterno delle mura di casa, come accade per i fissi. Naturalmente, a influenzare il livello acustico del nostro modello sarà anche la potenza alla quale lo faremo lavorare, l’intensità del getto d’aria e la temperatura selezionata.

Perché scegliere un condizionatore portatile?

Vantaggi

Svantaggi

Condizionatori fissi

condizionatore fisso
A differenza dei condizionatori portatili che non necessitano di operazioni iniziali straordinarie, i modelli fissi richiedono l’intervento di un tecnico specializzato per essere installati. E questo perché devono essere ancorati in totale sicurezza a una parete, a terra oppure sul soffitto. Condizionatori monoblocco o condizionatori fissi con split: ecco le due principali tipologie. Nel primo caso, tutto il sistema è racchiuso in un corpo unico, per quanto rimanga indispensabile la presenza di un tubo che porti l’aria calda verso l’esterno. Il secondo tipo, invece, prevede un’unità esterna che alimenti il ciclo termodinamico e porti l’aria fredda in casa, facendola fuoriuscire attraverso uno o più split posti internamente. Vediamo più nel dettaglio i due sistemi.

Monoblocco

I condizionatori monoblocco sono i meno diffusi sul mercato, superati in larga parte dai modelli con unità separate. Sono, di solito, piuttosto ingombranti e rumorosi, dovendo racchiudere al loro interno anche il motore. Inoltre, vanno montati nei pressi di una parete perimetrale, in modo da poter espellere l’aria calda o fredda verso l’esterno con facilità. 

Split (mono, dual, multi)

I modelli con unità separate sono i più venduti perché producono meno rumore, sono più compatti e garantiscono una maggiore versatilità. Il compressore è sempre posto all’esterno, sul balcone o in prossimità di una finestra, saldamente ancorato alla parete. Dentro l’appartamento, invece, è necessario installare uno o più split da collegare al motore attraverso un impianto canalizzato. Nello specifico, quando ad un motore esterno corrisponde un singolo split, usiamo il termine condizionatore monosplit. Se gli split sono due, invece, parliamo di condizionatori dual split. E quando il loro numero sale, avremo un sistema multi split. Naturalmente, più unità installeremo, maggiori saranno i consumi. Ma, di contro, avremo la possibilità di regolare la temperatura nelle varie stanze in modo indipendente. All’aumentare degli split, inoltre, sale anche il costo dell’impianto, senza considerare le spese per l’installazione dello stesso. Venendo al costo del condizionatore, per i modelli monosplit più economici si parte da 400 euro. Componendo l’impianto con ulteriori elementi, però, si possono superare facilmente i 1000 euro

Condizionatori fissi più apprezzati:
Daikin FTXC35D + RXC35D
Midea BreezeleSS mono split
Samsung Cebu Wi-Fi dual split

A parete, a pavimento o a soffitto: il posizionamento dell’unità interna

Gli split interni di un impianto di condizionamento fisso possono essere di tre tipi differenti. Vediamoli insieme.

A parete

I più diffusi in assoluto sono gli split a parete, montati nella parte alta del muro. Sono di forma rettangolare, quasi sempre di colore bianco e vengono posizionati a circa 30 cm dal punto in cui la parete incrocia il soffitto. Proprio per questo, sono più adatti a raffreddare che a riscaldare. Infatti, mentre l’aria fredda tende a scendere in basso, quella calda è più leggera e sale verso l’alto. In ogni caso, sono sempre dotati di alette per indirizzare il getto d’aria a nostro piacimento.

A pavimento

I condizionatori fissi a pavimento, sebbene il nome possa trarre in inganno, non poggiano sulla superficie inferiore della casa. Spesso, infatti, vengono installati su una parete, a circa 30 cm dal pavimento. Particolarmente adatti per il riscaldamento, funzionano bene anche quando il soffitto è molto alto.

A soffitto

Scelti di frequente per i grandi ambienti (uffici, negozi, centri commerciali), i condizionatori fissi a soffitto trovano spazio nel controsoffitto. Pertanto, restano nascosti allo sguardo e la loro presenza è tradita solo da una griglia per il passaggio dell’aria. Essendo montati in posizione molto elevata, funzionano particolarmente bene per raffreddare.

Installazione dell’unità esterna

Ben visibile sulle mura di molte abitazioni, l’unità esterna dei condizionatori fissi racchiude il compressore e una ventola che espelle l’aria. Dato il ruolo cruciale che svolge, deve essere installata nel modo giusto. Per prima cosa, l’ancoraggio deve risultare sicuro, attraverso l’uso di staffe di ferro molto resistenti. Inoltre, è necessario che intorno al motore ci sia spazio sufficiente per dissipare il calore prodotto in estate. Infine, è preferibile non installare l’unità esterna nei pressi delle camere da letto, poiché il compressore produce un forte rumore quando è al lavoro. I costi per l’installazione possono rappresentare un notevole esborso, portando in certi casi la spesa totale a lievitare anche del 40%. Come ultima annotazione, nel montare il compressore di un impianto di condizionamento fisso, dovremo anche valutare eventuali restrizioni condominiali. In particolare, qualora l’immobile si trovasse nel cuore del centro storico, potremmo dover richiedere una speciale autorizzazione al Comune. Se l’unità esterna dovesse in qualche modo compromettere l’aspetto artistico o storico dell’area, infatti, tale soluzione si rivelerebbe inapplicabile. In questi casi, ovviamente, non c’è altro da fare che ripiegare sui condizionatori portatili da interni.

Motore inverter e funzionalità aggiuntive

Il motore inverter, oggi presente sulla quasi totalità dei condizionatori fissi, determina una migliore climatizzazione dell’ambiente e minori sprechi energetici. Sfruttando questa tecnologia, una volta raggiunta la temperatura impostata, il compressore comincia a lavorare a bassi regimi, limitando i consumi. In pratica, anziché accendersi e spegnersi in continuazione, i condizionatori inverter riducono la propria potenza e svolgono un lavoro di mantenimento della temperatura, operazione meno energivora del ripetuto on/off. Molto importante è anche la funzione timer, che ci consente di risparmiare ulteriormente, decidendo quando accendere e spegnere il sistema. Nei modelli di ultima generazione, inoltre, è possibile gestire le impostazioni tramite lo smartphone, attraverso funzionalità smart che poggiano sul collegamento del condizionatore alla rete Wi-Fi. La maggior parte dei condizionatori fissi in commercio è anche provvista di pompa di calore, un componente che permette di invertire il ciclo termodinamico, spingendo aria calda anziché fredda negli ambienti. Infine, non possiamo trascurare l’importanza del deumidificatore integrato, un sistema che, abbassando la percentuale di umidità presente nell’aria, la rende più sana, e contribuisce anche a raffreddarla.

Condizionatori inverter più popolari:
Daikin FTXC25D
Samsung Luzon dual split
Panasonic Etherea mono split

La potenza del condizionatore fisso

La potenza di un impianto di condizionamento si calcola in BTU/h. Acronimo di British Termal Unit per hour, tale unità di misura indica quanta potenza sarà necessaria per raffreddare un ambiente per un’ora. Per fare un esempio concreto, con 12.000 BTU/h si arriva a raffreddare una stanza di circa 40 mq. È questa la potenza massima di quasi tutti i condizionatori fissi dotati di un solo split. Se, però, abbiamo intenzione di raffreddare più di una stanza oppure un ambiente molto esteso, dovremo ricorrere almeno a un dual split, come il Daikin 2MXM-M. I BTU/h medi per un impianto del genere salgono, mantenendosi nel range compreso fra 14.000 e 20.000. Aumentando ancora il numero degli split, il valore tende a lievitare, così come i consumi in kWh. Esiste, infatti, una precisa corrispondenza fra le due unità di misura: 1.000 BTU/h equivalgono a 0,3 kWh. Prendendo questa equazione come punto di riferimento, potremo calcolare indicativamente anche i costi in bolletta del nostro impianto. 

Consumi energetici del condizionatore fisso

Leggere con attenzione l’etichetta energetica del nostro impianto di condizionamento fisso ci aiuta a ottimizzarne l’utilizzo e abbassare i costi in bolletta. Vediamo quali sono le informazioni principali che contiene. 

Classe energetica, potenza nominale e consumo medio

Dare uno sguardo alla classe energetica è sempre raccomandabile, optando per soluzioni comprese fra le lettere A e A+++. Per i modelli con pompa di calore, le classi sono due: una relativa alla funzione di raffreddamento e l’altra di riscaldamento, la seconda delle quali farà sempre segnare consumi più elevati. In generale, man mano che saliamo di livello, il costo d’acquisto del sistema aumenta. Però, vale lo stesso per l’efficienza energetica con conseguente calo delle spese di gestione. Nell’energy label trovano posto, poi, altri valori molto importanti, come ad esempio la potenza nominale espressa in kW e il consumo medio annuale, sempre nella stessa unità di misura.  

SEER, SCOP e rumorosità

Sull’etichetta energetica sono presenti anche i coefficienti SEER e SCOP. Il primo registra l’efficienza energetica stagionale in modalità raffreddamento, il secondo lo stesso valore ma calcolato per riscaldare. All’aumentare dei valori numerici corrispondenti ai due indici, cresce anche l’efficienza energetica. Per fare un esempio concreto, un condizionatore fisso di classe A+ mostra di solito un indice SEER compreso fra 5,60 e 6,10. Per un modello A+++, invece, tale valore è maggiore o uguale a 8,5. Per concludere, campeggia nell’etichetta anche l’indicazione della rumorosità dell’impianto espressa in dB, variabile a cui abbiamo dedicato la sezione successiva.

Condizionatori fissi poco energivori:
Hitachi RAM 40NE2F
Panasonic Serie TZ dual split
Daikin 3MXM-M

Rumorosità del condizionatore fisso

Uno dei punti di forza dei condizionatori fissi è la ridotta rumorosità che ci fanno percepire. A produrre il grosso delle emissioni acustiche è proprio il motore che, essendo posto all’esterno, difficilmente risulterà fastidioso per gli inquilini della casa. In tal senso, rispetto ai condizionatori portatili, i fissi rappresentano una soluzione decisamente migliore. Ciò nonostante, è sempre bene evitare di installare il compressore lungo le pareti esterne delle camere da letto, limitando al massimo i fastidiosi rumori notturni. Un condizionatore fisso di qualità mantiene le proprie emissioni acustiche entro i 60 dB. Una volta superato tale valore, si entra nella fascia dei modelli rumorosi. Oltre gli 80 dB, poi, l’impianto potrebbe superare con il proprio volume quello di una conversazione dai toni medi. Oltre alla rumorosità del motore, l’energy label specifica anche quella prodotta dagli split all’interno dell’ambiente, con valori mediamente più contenuti. Alcuni dei sistemi più tecnologicamente avanzati riescono a mantenere le emissioni entro i 20 dB, valore ottimale per qualsiasi situazione. Il risvolto della medaglia è nel prezzo che lievita considerevolmente al calare della rumorosità.

Condizionatori fissi molto silenziosi:
LG Libero Smart dual split
Daikin FTXM25R + RXM25R
Haier Flexis Plus dual split

Perché scegliere un condizionatore fisso?

Vantaggi

Svantaggi

Manutenzione del condizionatore

Prendersi cura del condizionatore è un’attività molto semplice, utile a mantenere l’impianto efficiente e a farlo durare nel tempo. Vi sono alcune operazioni di cui il proprietario può occuparsi direttamente, senza ricorrere all’aiuto di un tecnico specializzato. Fra queste, spicca la pulizia del motore e dei filtri. Nel caso dei condizionatori fissi, è importante che la grata protettiva del compressore sia priva di polvere o depositi che potrebbero ostruire il passaggio dell’aria. Se il motore è facile da raggiungere, basterà usare un panno bagnato. In caso contrario, ci possiamo aiutare con una scopa. Per quel che riguarda gli split, invece, è importante pulire i filtri interni. Per farlo, è sufficiente aprire l’apposito vano e rimuoverli. Una volta estratti, basterà sciacquarli con dell’acqua e aspettare che si asciughino prima di rimontarli. Discorso simile per il condizionatore portatile, con il vantaggio che i filtri saranno più accessibili. Se è vero che tali operazioni di manutenzione ordinaria sono molto semplici da svolgere, ve ne sono altre che richiedono necessariamente l’intervento di un tecnico. Ne è un esempio il controllo del livello del liquido refrigerante che va effettuato ogni anno. Infine, anche la stabilità della struttura su cui poggia il motore esterno andrebbe verificata periodicamente da uno specialista.

Consigli d’uso per risparmiare e tutelare l’ambiente

Per far sì che il nostro impianto di condizionamento lavori nel modo migliore, è bene mettere in atto alcuni accorgimenti, utili anche a limitarne i consumi. Proteggendo i componenti dal calore, ad esempio, si ottiene un notevole beneficio. Per iniziare, il motore esterno dei condizionatori fissi va installato in posizione riparata e, intorno ad esso, deve rimanere lo spazio sufficiente a dissipare l’aria calda che si va formando. Anche all’interno della casa vale la stessa regola. Per questo, in particolare nelle ore più calde, è bene abbassare le serrande, evitando che la luce diretta penetri e riscaldi l’ambiente. Altro aspetto da non sottovalutare riguarda la scelta della temperatura. Un valore troppo basso, infatti, comporta consumi elevati. Senza considerare che, soprattutto d’estate, è meglio evitare eccessivi sbalzi termici fra un ambiente interno troppo freddo e uno esterno rovente. Pertanto, in un Paese come il nostro, impostare una temperatura di 25/26 gradi è un’ottima scelta di compromesso fra comfort, benessere e consumi. 

Pubblicato il 19 Giugno 2025
Matteo Sartini
Matteo Sartini

Nato nel 1980 a Milano, si trasferisce piccolissimo in Toscana, nei pressi di Cortona. Orgogliosamente nostalgico delle ultime due decadi del secolo passato, rimpiange il primo walkman, il poster di Freddie Mercury appeso in camera ed i lunghi pomeriggi in compagnia del Sega Mega Drive.

Crescendo, impara ad amare anche la lettura, partendo dai classici per approdare alla narrativa contemporanea...Leggi tutto

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